Di Francesco-Spalletti stoccate al vetriolo

L’allenatore dell’Inter: «Con me la Roma stava più in alto»
ROMA. La polemica corre sull’asse Roma-Milano. «Ci sono squadre che fanno mezzo tiro in porta, vincono le partite e stanno più in alto in classifica». Eusebio Di Francesco, subito dopo la vittoria della Roma con il Benevento, si è lasciato andare in un’analisi che ha fatto imbestialire Luciano Spalletti. Il tecnico dell’Inter, infatti, impegnato stasera contro il Genoa, non ha perso tempo, replicando al collega. «Se Eusebio si riferisce a noi, siccome non è la prima volta, dico che ha ragione», risponde Spalletti, «perché la Roma poteva stare più in alto. Infatti gli anni precedenti era abituata a lottare, dietro alla Juve, con il Napoli, una volta è arrivata un punto avanti, una volta un punto indietro. Quindi, i suoi riferimenti sono questi», ha detto ieri pomeriggio il tecnico nerazzurro, che stasera dovrà di nuovo fare a meno di due pedine importantissime: Icardi e Perisic. Il centravanti argentino e l'esterno croato non sono convocati. Il primo è ancora alle prese con i postumi del problema muscolare accusato a fine gennaio, Perisic invece non è disponibile per un problema alla spalla emerso domenica scorsa contro il Bologna.
Eusebio verso Udinese-Roma. Eusebio Di Francesco è pronto a giocarsi, oggi alle 15, il derby pescarese con il collega Massimo Oddo, che ha rivitalizzato l’Udinese da quando è subentrato a Delneri. A Di Francesco le parole di Monchi sulle prospettive della Roma sono piaciute, quelle di Strootman sul presente del club un po’ meno. Alla vigilia dell'impegno in trasferta sul campo dell'Udinese, Eusebio fa il punto della situazione a Trigoria chiedendo però maggiore positività attorno alla squadra e soprattutto invita i suoi a ritrovarsi, a «tornare quelli di prima». «Si dimentica che ci andiamo a giocare un ottavo di Champions League e vorrei vedere anche un po’ di ottimismo», le parole del tecnico, che mercoledì sfiderà lo Shakthar negli ottavi di Champions «Non abbiamo fallito, non siamo già fuori da tutto. Stiamo lavorando per recuperare un po’ di strada che abbiamo perso nell'ultimo periodo». E di strada la Roma sembra ne dovrà fare ancora tanta per raggiungere il livello delle rivali. «Monchi ha detto che stiamo lavorando per cominciare a creare qualcosa di importante. Credo sia giusto parlare in questo modo perché senza costruire non si otterrà mai nulla», spiega l'allenatore pescarese. «Questa predisposizione da parte del club la leggo con grande positività e mi auguro che si possa fare prima possibile». Anche perché nel frattempo le avversarie allungano il passo. «Per come si è messo il campionato e per i punti che abbiamo perso per strada, un po’ per negligenza nostra un po’ per sfortuna, magari il distacco dalla testa della classifica ci sarebbe sempre stato, ma non di questa entità. Anche io mi sarei aspettato un gap inferiore», confessa Di Francesco. «Siamo mancati sotto certi punti di vista ottenendo meno, e io essendo l'allenatore sono tra i responsabili di questo distacco, ma il dispendio di energie per la Champions non c'entra nulla».
Spalletti verso Genoa-Inter. Vigilia scintillante per Luciano Spalletti, piuttosto effervescente nelle ultime settimane. «Sto pensando di suggerire al presidente di creare tre squadre, una che è la nostra, una femminile e una virtuale, composta dalle decine di giocatori che vengono accostati all'Inter. Una terza squadra che dovrebbero allenatore i dirigenti perché io non voglio, non ci sto e non mi garba». E poi: «Parlerò col presidente di questo problema», sostiene l’allenatore nerazzurro, «perché di nomi ne fate in continuazione e c'è qualcuno a farli. Ma l'allenatore sono io, siamo terzi in classifica e, nonostante ci sia ancora metà campionato davanti, si parla già di rivoluzione».
Spalletti cita un episodio in particolare. La trattativa della cessione di Eder che, secondo alcune voci, avrebbe portato Sturridge in nerazzurro a gennaio: «Se Eder non ci levava le castagne dal fuoco, voglio vedere cosa si mangiava». Assente anche Miranda, che sarà probabilmente sostituito da Ranocchia preferito a Lisandro Lopez. Spazio forse a Karamoh e Rafinha. Un'Inter rimaneggiata contro un Genoa, reduce da due vittorie consecutive, tra cui quella contro la Lazio.

