Di Fulvio rimane a bocca asciutta: ora assalto al bronzo

19 Agosto 2016

Il pescarese coinvolto nella serata storta del Settebello Domani alle ore 18 contro il Montenegro l’ultima sfida

PESCARA. Un pizzico di delusione che non cancella quanto fatto di buono in passato nel cammino verso la gloria. Troppo forte questa Serbia per una pur volenterosa Italia che soccombe 10-8 nella seconda semifinale olimpica di pallanuoto maschile. E per Francesco Di Fulvio, ieri a secco nel tabellino delle marcature e fermo a quota 9 nella speciale classifica dei cannonieri, sfuma l'occasione di vincere da debuttante una medaglia d'oro nella rassegna brasiliana a cinque cerchi. Al pronti via si esulta come se fosse gol quando l'idolo pescarese conquista il possesso palla, ma l'Italia sciupa l'occasione e la Serbia va subito a segno. Di Fulvio subisce un'espulsione temporanea finendo nel pozzetto dei cattivi.

Ed è l'inizio di una debacle: gli azzurri di Sandro Campagna ne prendono altri due prima della sirena e ancora un poker che porta i serbi in vantaggio per 6-0. Sembra una disfatta, ma c'è il tempo per salvare la faccia con due reti nell'ultimo minuto di gioco che anticipa l'intervallo lungo. La freccia azzurra con la calottina numero 2, bianca nell'occasione, prova ad allargare il gioco sulle corsie esterne per favorire le conclusioni dalla distanza dei compagni.

Ma si vede poco in attacco, non riuscendo mai a trovare il varco giusto per colpire la porta avversaria e salire in doppia cifra a livello di realizzazioni. Peccato per la rimonta finale con l'Italia che da un passivo di 6 gol si avvicina fino al -2. Per vincere una medaglia ci sarà ancora da soffrire perché Pescara ha voglia di respirare l'aria del 1992, quando campioni del calibro di Marco D'Altrui e Amedeo Pomilio salirono alla ribalta con l'oro olimpico ai Giochi di Barcellona beffando 9-8 i padroni di casa della Spagna guidati dal Maradona della pallanuoto Maniel Estiarte, altro pescarese d'adozione.

Anche quell'anno, come adesso, la squadra di calcio era salita in serie A al termine di una cavalcata trionfale. Galeone aveva fatto il bis di promozioni e il connubio con l'acqua in una città bagnata dal mare si calava alla perfezione con l'entusiasmo dei tifosi.

Stavolta, dopo 24 anni, c'è ancora la possibilità di salire sul podio, anche se sul gradino più basso. Domani alle 18 l'Italia sfiderà il Montenegro per il bronzo e il 23enne Francesco Di Fulvio, alla prima Olimpiade in carriera, potrebbe comunque festeggiare davanti a mamma Monica, la fidanzata Francesca e zia Brunella, giunte direttamente a Rio de Janeiro per stare vicino al loro campioncino nel villaggio olimpico. Ancora quarantotto ore prima delle meritate vacanze dopo una stagione infinita tra impegni con la nazionale e la propria squadra di club, la Pro Recco dei record che gli ha regalato scudetto, supercoppa e coppa Italia sotto la guida di un altro abruzzese doc come Amedeo Pomilio, vice di Campagna ai Giochi Olimpici.

Marco Ratta

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