Di Giovanni agli arbitri: «Meritiamo più rispetto»

18 Febbraio 2020

ll patron della capolista Notaresco: «Non veniamo tutelati, troppi episodi contro Siamo in calo, ma non sono preoccupato». Pineto, out Speranza e Della Quercia

NOTARESCO. La flessione è evidente, ma anche fisiologica. Il Notaresco non gira più. Era impensabile reggere i ritmi del girone d’andata, chiuso a 43 punti a +9 sulla seconda Matelica, a +10 sulla terza Recanatese e a +12 sulla quarta Campobasso. Nel 2020 la macchina rossoblù si è inceppata. Solo nove punti in 7 gare, un ruolino quasi da play out. Il Notaresco frena, le altre corrono. Nel girone di ritorno, Matelica e Campobasso hanno conquistato 15 punti, la Recanatese 12. Giochi riaperti, anzi mai chiusi. A dieci giornate dalla fine, il Notaresco è ancora primo ma ora i punti di vantaggio sul Matelica (secondo) sono tre e sul Campobasso (terzo) sei. Un calo fisico ma soprattutto mentale per una squadra che dalla quinta giornata è prima in classifica contro ogni pronostico e deve reggere il fardello della pressione. Nelle ultime tre giornate contro Recanatese, Pineto e Tolentino, i rossoblù sono stati sempre rimontati, segno che la testa e le gambe iniziano ad essere pesanti. Ma a far arrabbiare il presidente Salvatore Di Giovanni sono gli arbitri che nelle ultime partite hanno penalizzato il Notaresco. L’ultimo episodio domenica quando il pari del Tolentino è arrivato al termine di un’azione viziata da un fallo di mano di Olivieri. «Un tocco clamoroso», dice Di Giovanni, «avvenuto sotto gli occhi del guardalinee che doveva segnalare il fallo. E prima c’era anche un fallo a centrocampo su Blando. Gli arbitri ci stanno maltrattando. In 24 giornate ci hanno dato solo due rigori a favore. A Pineto non ce ne hanno dato uno su Liguori per un fallo che era avvenuto dentro l’area. Col Fiuggi hanno annullato un gol regolare a Sansovini per un fuorigioco inesistente. Non chiediamo di essere favoriti dagli arbitri, ma di essere rispettati anche nella gestione dei cartellini perché non è possibile che veniamo picchiati in ogni partita». Di Giovanni, però, ammette anche il calo della squadra. «È sotto gli occhi di tutti», spiega il presidente, «prima ci girava tutto bene, ora ci va tutto storto. Con Tolentino e Recanatese abbiamo subìto due eurogol. Nel girone d’andata segnavamo al primo tiro, ora succede la stessa cosa a nostro sfavore. Siamo in fase calante, la pressione si fa sentire. Siamo avanti dalla quinta giornata e questo è logorante per una squadra giovane come la nostra. Abbiamo perso un po’ di brillantezza anche fisica, ma non dimentichiamoci da dove siamo partiti». Matelica e Campobasso fanno paura? «No, erano le squadre che dovevano vincere il campionato insieme a Recanatese e Pineto. Il campionato è sempre stato aperto. Non sono preoccupato e credo ancora nella promozione. Tre punti di vantaggio sono comunque tanti. E poi, guardando il calendario, penso che il Matelica abbia un cammino più difficile del nostro, senza dimenticare che avremo lo scontro diretto con loro in casa. Noi, però, adesso dobbiamo tornare a vincere», conclude Di Giovanni, «e domenica a Porto Sant’Elpidio serviranno i tre punti».
Le altre. Tegola sul Pineto: si fermano Speranza e Della Quercia. I due difensori si sono infortunati domenica a Jesi: per il primo sembra scongiurata la frattura della tibia, sospetto stiramento al flessore per il secondo. Da valutare i tempi di recupero. Piena emergenza in difesa, dunque, per il Pineto che ha già Cissè in infermeria e domenica col Tolentino non avrà nemmeno lo squalificato Di Renzo.
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