Di Giugno, l’Europeo parla teramano

20 Luglio 2021

Il portiere dell’Italia che ha vinto il titolo: anno stupendo, sono felice

TERAMO . Il sogno nel cassetto è quello di entrare nell’arma dei Carabinieri. Ma, il 2021, sino ad oggi, è stato un anno di grandi emozioni per Sara Margherita Di Giugno, portiere teramano classe 2002 che, difendendo i pali della Nazionale ha vinto i Campionati Europei Under 19 di seconda divisione battendo in finale, al Centro tecnico federale di Chieti, la Lituania (26-25). Un risultato storico per la compagine azzurra guidata da Elena Barani e Ljljiana Ivaci che ha inorgoglito i dirigenti federali, presidente Pasquale Loria in testa, ma soprattutto la stessa atleta reduce da una stagione che ha portato in dote un bel 100 all’esame di maturità nel liceo scientifico sportivo e il titolo di campione d’Italia con Salerno, formazione nella quale milita da due anni. «È stato un anno davvero intenso e bellissimo e la dedica non può che andare alla mia famiglia che mi ha sempre supportato ed alla mia allenatrice, Adele De Santis che è con me sia a Salerno e sia in Nazionale. Per raggiungere, in maglia azzurra, un traguardo così importante ma anche inaspettato allo stesso tempo, abbiamo lavorato tanto e ci siamo impegnate al massimo. C’è stata sempre una grande unione all’interno del gruppo, dentro e fuori dal campo, una profonda stima e ci siamo aiutate nei momenti di difficoltà. Siamo davvero contente».
Già due anni fa, a Lignano Sabbiadoro, la formazione Under 17, sempre con la stessa Di Giugno in campo, si era comportata bene classificandosi al quarto posto. «Possiamo parlare di rivincita ma è una gioia davvero immensa», le parole della stessa giocatrice teramana e cresciuta con la Lions di Nicole Pastor. Prima di trasferirsi a Salerno, due stagioni in A2 con la squadra allenata da Serafino La Brecciosa che ne aveva già intuito le grandi qualità. Ora un po’ di vacanza e poi una nuova avventura. Sara Margherita Di Giugno, infatti, dopo due annate a Salerno, è il nuovo portiere del Pontinia ma, impegni sportivi a parte, l’obiettivo è rivolto anche agli studi, all’università perché c’è da portare avanti un sogno, quello di provare ad entrare nell’arma dei Carabinieri.
Matteo Falzon
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