Di Giuseppe: Delfino super può lottare per la serie B

11 Settembre 2022

Il ds rosetano del Latina: «Vogliamo vincere questa sfida, poi tiferò i biancazzurri Da bimbo andavo all’Adriatico, grazie al Pescara mi sono innamorato del calcio»

PESCARA. C’è tanto Abruzzo oggi a sfidare il Pescara. Daniele Di Donato sulla panchina e Marcello Di Giuseppe dietro la scrivania. Allenatore e ds, entrambi rosetani. Il dirigente dei pontini ed ex ds del Teramo si racconta a 360° «Il Pescara? È una squadra forte», dice Di Giuseppe. «Ci vorrà tempo per vederla a pieno regime, ma credo che resterà nelle zone alte fino alla fine del torneo. Cosa rappresenta per me Pescara? Per me è tutto», racconta Di Giuseppe con voce emozionata. «A Pescara mi sono innamorato del calcio. All’Adriatico ho visto Rivera in maglia Milan nell’ultimo anno della sua carriera. Era la giornata dell’episodio della sassata che colpì il calciatore e arrivò lo 0-2 a tavolino (stagione 1977-1978)». Di Giuseppe da calciatore (ex attaccante) ha altrettanti ricordi carichi di emozione. «Quando ero alla Santedigiese ho giocato in amichevole contro Junior e Dunga, due dei giocatori più importanti della storia di Pescara. Ai tempi del Francavilla, invece, ero insieme a Massara e Pagano altre due grandi bandiere. Potete immaginare quanto io sia legato al Delfino. E sono legato anche all’ultima promozione in A del Pescara, che ha avuto come grande protagonista Lapadula (30 gol), bomber che ho rilanciato io a Teramo e con il quale ho tuttora un rapporto splendido. Lavorare un giorno a Pescara? È come se ad un calciatore dite di andare alla Juve». Dopo le parole d’amore a Pescara e al Pescara, Di Giuseppe analizza la partita di oggi. «Vincere con il Pescara sarebbe una soddisfazione personale, ma per quello che ho detto saranno 90’ difficili per me. Pescara mi ha insegnato il calcio. Eviterei volentieri la partita, ma sia chiaro: faremo di tutto per vincerla. Quando non giocheremo contro tiferò per i biancazzurri. Mi aspetto una gara bella e tattica tra due squadre che sanno stare in campo. Loro hanno più qualità, ma noi abbiamo alcune caratteristiche che possono far male. Le transizioni? Sì, anche». Di Giuseppe svela poi una possibile strategia e un giocatore che leverebbe a Colombo. «Una chiave per la partita di oggi? Avere coraggio usando la testa. A Colombo, che ringrazio per le belle parole dette alla mia squadra, leverei gli ultimi 20’ di Delle Monache».
Enrico Giancarli