Di Giuseppe sospeso dopo le accuse di Corda

28 Luglio 2015

Campitelli al ds: «Spero riesca a dimostrare la sua estraneità ai fatti»

Non è un azzardo collegare la sospensione dall’attività del direttore sportivo del Teramo, Marcello Di Giuseppe, alla lettura degli atti allegati all’avviso di conclusione delle indagini della procura Figc su Savona-Teramo. In particolare alla lettura delle dichiarazioni rese da Ninni Corda, ex tecnico del Barletta (Lega Pro), nella deposizione resa alla procura federale il 9 luglio scorso, a Roma. Corda ha raccontato della cena di Bisceglie, del 29 aprile scorso, prima della partita “incriminata”, con Ercole Di Nicola e Marcello Di Giuseppe. E ha detto che i due gli avrebbero chiesto di attivarsi per cercare di aggiustare la parita per far vincere il Teramo. Tre punti decisivi per conquistare la promozione in B. L’allenatore nuorese: «Mi dissero che la società del Teramo era pronta a pagare complessivamente 70mila euro», ha fatto mettere a verbale, precisando che però lui ha rifiutato la proposta.

Parole destinate ad aggravare la posizione del ds rosetano Marcello Di Giuseppe, classe 1968. Da qui, con ogni probabilità, la sua sospensione, ufficializzata ieri con un comunicato che recita quanto segue: «La S.S. Teramo Calcio Srl, in applicazione del proprio codice etico, comunica di aver sospeso dalla propria attività il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe. Con l'augurio», si legge, «che lo stesso possa dimostrare nelle sedi competenti la sua estraneità ai fatti emersi nelle indagini della Procura Federale». Una presa di distanza più che un siluramento, anche perché Di Giuseppe continua a essere a busta paga del club, avendo un contratto fino al 2018, e finora ha agito in piena libertà costruendo la rosa a disposizione di Vivarini nel ritiro di Rivisondoli. Un allontanamento più formale che sostanziale, visto che da direttore sportivo può continuare ancora a lavorare fornendo input al presidente. Però, la lettura delle dichiarazioni rese da Corda esigeva una mossa, probabilmente ispirata dall’avvocato Chiacchio, da esibire durante il processo che potrebbe celebrarsi la prossima settimana.

Dall’entourage di Di Giuseppe è filtrato poco o niente. Se non il fatto che la questione era stata già oggetto di discussione con Campitelli. E che addirittura era lui stesso, per ragioni di opportunità, pronto a fare un passo indietro.

Emerge chiara la strategia di separare il Teramo e Campitelli da qualsiasi tesserato o fatto che possa mettere in discussione la partecipazione alla prossima serie B.

Corda ha aggiunto altro il 9 luglio scorso. Ovvero che Barghigiani, in un incontro avvenuto a La Spezia, tra fine maggio e inizio giugno, gli ha riferito che la combine era andata a buon fine. «Mi disse anche che una parte dei soldi dati dal Teramo per vincere la gara erano finite nelle tasche del presidente del Savona Dellepiane». Da qui la il coinvolgimento del presidente e del Savona per responsabilità diretta, lo stesso capo di imputazione riservato al Teramo che, quindi, rischia la retrocessione.

Corda è stato l’unico a parlare, a differenza di chi, tra gli indagati, ha scelto il silenzio oppure di negare tutto. E’ stato l’unico a confermare, in parte, l’impianto accusatorio messo in piede dalla Procura di Catanzaro e dal procuratore Figc Stefano Palazzi. Fermo restando che si è tirato fuori dalla combine, dicendo di aver rifiutato ogni tipo di coinvolgimento. Ma ci sono anche le intercettazioni da spiegare. Nessuna prova da pistola fumante, ma tanti indizi che il Teramo e l’avvocato Chiacchio dovranno cercare di ribaltare in modo tale da uscire indenni da questa vicenda.

Oggi Dellepiane, Ceniccola e Barghigiani sono attesi a Roma. Hanno chiesto di essere ascoltati da Palazzi proprio per dare spiegazioni e, probabilmente, per confutare le accuse. Ribadiranno che gli unici contatti con Di Nicola erano per la cessione delle quote del club ligure. Che non si è materializzata.

Dopodiché, già domani o giovedì, partiranno i deferimenti. Sono tre i tronconi che caratterizzeranno l’estate bollente della giustizia sportiva: Dirty Soccer, Savona-Teramo e le gare del Catania.

Si partirà con i processi la prossima settimana per arrivare alle sentenze di secondo grado dopo Ferragosto. E per chiudere con il Collegio di garanzia del Coni entro fine mese in modo da poter consentire, poi, alla Lega di B di compilare i calendari.

Di Nicola. Nei prossimi giorni i quattro diversi tribunali – il quinto, quello dell’Aquila, ha già dato parere favorevole – che si occupano dei presunti casi di frode sportiva di Ercole Di Nicola si pronunceranno sulla richiesta di libertà del 38enne dirigente di Morro d’Oro, attualmente ai domiciliari.

@roccocoletti1

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