Di Giuseppe: «Teramo, serve progettualità Sarà difficile sfoltire»

10 Agosto 2020

L’ex ds biancorosso: «Il mercato inciderà molto sul futuro Iachini? Il calcio, forse, non è come se lo immaginava»

TERAMO. «Il mercato sarà decisivo per le sorti del Teramo». A parlare è il ds Marcello Di Giuseppe, che dal 2011 al 2015 è stato l’uomo mercato dei biancorossi. Il 51enne dirigente rosetano, dopo aver scontato la squalifica di quattro anni per illecito sportivo dopo il caso Savona, è ripartito quest’anno dal Latina (serie D). L’ex ds del Diavolo segue le vicende dei biancorossi, ai quali è rimasto legato.
Di Giuseppe, il presidente Iachini alla fine ha iscritto la squadra.
«Sono contento. Teramo è una piazza importante. Non poteva perdere il professionismo, sarebbe stato un vero peccato».
Che ne pensa dello sfogo di Iachini?
«Non è la prima volta che paventa il suo disimpegno. Io lo ammiro perché è un imprenditore che ha messo tanti soldi nel Teramo, quindi la mia idea su di lui è positiva. Dice sempre, però, che non vuole rimetterci soldi. Ma il calcio non è così, forse immaginava di entrare in un mondo diverso...».
Si aspettava un rendimento migliore in campionato?
«Tutti si aspettavano di più per gli investimenti fatti e per quelle che erano le aspettative. Ma questo è un campionato difficile e il Teramo aveva una squadra tutta nuova. Ci può stare che il primo anno si possa non fare benissimo. A me, più che i risultati, ha stupito un altro aspetto».
Quale?
«A livello di progettualità c’è stata confusione. Se inizi la stagione con una rosa di tanti senior, non puoi arrivare a gennaio dicendo che vuoi fare minutaggio con i giovani. Se fai un programma, devi crederci fino alla fine».
Si riferisce anche all’esonero a febbraio di Tedino?
«Dicono che la sua colpa sia stata quella di aver dato un input decisivo alla costruzione della squadra. Se così è stato, a mio avviso è stata una mancanza della società. Anche lì c’è stata qualche incomprensione. Sarei curioso di sentire cosa ha da dire Tedino su questa storia».
Di Mascio è l’uomo giusto per ripartire?
«Dipende da quali sono i programmi. Se la società ha deciso di cambiare prospettiva e di lavorare di più con i giovani, Di Mascio è la persona giusta perché la sua carriera parla chiaro a livello di settore giovanile. Se i programmi sono altri, però...».
Che mercato dovrà fare il Teramo?
«Con il tetto della rosa a 22 giocatori, se vogliono fare minutaggio, seguendo l’indirizzo che si sono dati a gennaio, dovranno sconfessare una rosa importante di senior, mettendone in uscita diversi che hanno contratti onerosi e reintegrando poi l’organico con i giovani. Ma è difficile smaltire una rosa costosa. Il mercato avrà una grande incidenza sul futuro del Teramo».
Serve un bomber, è d’accordo?
«Servirebbe sì, ma devono prima sfoltire. In attacco ci sono giocatori come Cianci, Martignago, Birligea e Bombagi che hanno contratti pluriennali. Non sarà facile fare mercato per il Teramo».
Quest’anno lei è ripartito da Latina. Com’è andata?
«Subentrare a stagione in corsa non è facile, è la prima volta che mi capita. Abbiamo fatto bene, potevamo fare meglio».
Il suo futuro?
«Vedremo...».
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