Di Giuseppe torna in C: «Il mio riscatto a Latina»

Il ds rosetano di nuovo nei professionisti dopo la squalifica: «Il Teramo sta ringiovanendo, farà bene»
TERAMO. Il ritorno tra i professionisti a distanza di sei anni dai fatti di Savona-Teramo, una squalifica scontata in silenzio e la ripartenza da Latina in serie D. Il ripescaggio dei pontini ufficializzato da qualche giorno riporta Marcello Di Giuseppe in serie C, ma senza incrociare Pescara e Teramo. Il dirigente rosetano è stato ad un passo dalla scrivania che è occupata oggi da Luca Matteassi a Pescara e ha vissuto tutta la sua carriera a Teramo con il presidente Campitelli. Storie, ricordi, sensazioni e ambizioni raccontate al Centro mentre con un occhio segue l’allenamento del suo Latina.
Di Giuseppe, bentornato in serie C.
«Grazie, è una bella emozione. La serie C è arrivata tardi ma noi sapevamo già del ripescaggio».
Pescara e Teramo sono nel girone B, lei in quello C.
«Meglio così, altrimenti troppe emozioni in un anno solo. Mi auguro che il mio Latina faccia bene e vorrei che facessero bene anche le abruzzesi».
È vero che è stato vicino al Pescara?
«C’è una stima reciproca con Sebastiani. L’idea c’è stata, la cosa poi non si è fatta e ci può stare. Non ho mai pensato che la trattativa era fatta. Per me Pescara è il massimo, ma fortunatamente non sono all’ultimo anno di carriera e quindi mi verrebbe da dire mai dire mai».
E con il Teramo?
«Onestamente non ho avuto contatti. Quando ho terminato la squalifica avevano già fatto delle scelte. E quest’anno non ci sono stati abboccamenti».
Quali sono gli obiettivi del Latina?
«Dobbiamo consolidarci. Il girone C è importante a livello tecnico. A me piacerebbe vincere, ma non lo si fa con le chiacchiere. Dobbiamo essere una squadra giovane, di qualità, che non dovrà mai accontentarsi».
Pescara e Teramo che obiettivi avranno?
«Il Pescara dovrà fare un campionato di vertice. Non era facile ripartire come sta facendo e non sarà facile calarsi in questa categoria. Spero possa tornare in B. Il Teramo è simile al mio Latina. Sta ringiovanendo molto e sta lanciando un nuovo progetto. Penso che possa fare un campionato tranquillo».
Un giocatore top player che può fare la differenza?
«Dico Lanini, anche se ha un contratto importante a Parma e non sarà facile per nessuno prenderlo».
Pescara-Teramo si gioca il 14 novembre. Come la vivrà?
«Spero di non giocare in contemporanea, mi auguro che quella partita diventi uno spot per l’Abruzzo, una regione che calcisticamente ha bisogno di ripartire con slancio. Teramo rimane casa mia, però da abruzzese tutti sanno che il centro calcistico è Pescara. Tiferò entrambe, ma non in quella partita: vinca il migliore».
Un giocatore determinante per il Pescara?
«D’Ursi può essere l’arma in più. Strano vederlo in C. Pompetti può essere la sorpresa. Per il Teramo la grande responsabilità, se non dovesse andar via, è sulle spalle di Mungo. Ha una potenzialità enorme e può spostare gli equilibri».
Enrico Giancarli .

