Di Iulio diventerà mamma «Ma tornerò a giocare»

24 Agosto 2016

A 31 anni l’atleta cresciuta con la Marruviana si ferma per la gravidanza «Riprenderò l’attività agonistica perché la pallavolo è lavoro e passione»

PESCARA. La schiacciata più bella della vita arriverà quando nascerà il figlio. Una carriera ricca di trofei, quella di Chiara Di Iulio, che si ferma in attesa del lieto evento, annunciato qualche settimana fa su Facebook. E' stata la stessa 31enne schiacciatrice originaria di San Benedetto dei Marsi a rivelare la sua gravidanza che l'ha costretta a rompere il contratto appena firmato con Scandicci, in serie A1, dopo una stagione con la maglia di Modena. Ha subito sospeso l'attività, non ha nemmeno iniziato la preparazione. «I primi mesi di gravidanza sono i più delicati e, di concerto con il medico, ho deciso di fermarmi», ha spiegato Chiara Di Iulio. «Ognuno ha i suoi momenti nella vita, è arrivato il mio. Non era programmato, ma ovviamente mi riempie di gioia». Su una cosa è certa. «Tornerò a giocare. E quando sarà cercherò di essere più forte di prima». Mamma e atleta: non sarà né la prima né l'ultima volta nel mondo dello sport. «Andrò avanti perché la pallavolo non è solo il mio lavoro, ma, soprattutto, la mia passione. Mi dà energia e stimoli». Proprio il volley l'ha portata a girare l'Italia e il mondo senza però mai perdere di vista le radici nella Marsica. Non a caso uno dei primi messaggi di felicitazione, quando ha dato l'annuncio della gravidanza, è arrivato dalla Marruviana, il club in cui ha mosso i primi passi sotto rete. «La grande notizia e le bellissime parole che hai condiviso con noi su Facebook ci hanno fatto commuovere», il pensiero rivolto alla Di Iulio. «Ecco un altro importante tassello della tua emozionante vita andare al proprio posto: un figlio. Anche se distanti, condividiamo con te questa immensa gioia! Sarai una fantastica mamma, Gianfranco un fantastico padre.... e ci penseremo anche noi a raccontare alla piccola creatura chi è stata e chi è sua mamma Chiara di Iulio! E lo faremo con orgoglio!».

E lei di rimando: «E' un messaggio che mi fa tenerezza e mi riempie di orgoglio; la Marruviana è la società che mi ha dato la possibilità di fare pallavolo, non finirò mai di ringraziarla».

Dalla vicende private a quelle della Nazionale femminile reduce dal flop di Rio de Janeiro. «E' assurdo, quelle tre sconfitte per 3-0 si commentano da sole. Tutti vorrebbero fare le Olimpiadi, è il sogno di ogni atleta». Le delusioni azzurre sono state precedute dalle polemiche sulle convocazioni del ct Bonitta. «Io dico solo una cosa, ovvero che la Nazionale deve essere rappresentativa delle vere atlete italiane». A buon intenditore poche parole.

C'è poi il campionato che secondo i progetti l'avrebbe dovuta vedere protagonista ai nastri di partenza con Scandicci. «Era ed è un progetto ambizioso. E credo che comunque i dirigenti e le ragazze porteranno avanti una stagione da protagonisti».

Una stagione nel segno di… «No, lasciamo perdere il giochetto delle favorite, non mi appassiona. Per me parla il campo e certi giudizi si possono dare solo dopo aver visto le squadre in campo. Non prima. Credo che alla vigilia dei play off sarà possibile azzardare qualche pronostico».

La Di Iulio come tante giocatrici italiane è stata anche all'estero, a Baku, in Azerbaigian, nel 2013-2014. «E' stata un'esperienza che mi ha dato tanto, non solo a livello professionale. Mi ha aiutata a crescere. Andare fuori dall'Italia per lavorare o per giocare lo consiglio a tutti: amplia la mente, ti fa vedere le cose in maniera diversa e, soprattutto, ti fa essere più altruista nella vita. Ti fa essere più sensibile verso quelle persone che, invece, sono costrette a emigrare per altri problemi».

A 31 anni diventerà mamma e poi, come ha già detto, tornerà in campo. Fino a quando? «Non so dirlo, ma giocherò fin quando ne avrò voglia. Soprattutto, fino a quando avrò il desiderio di migliorarmi in palestra. Ovunque sono andata sono stata un punto di riferimento per le compagne, quando non lo sarò più sarò io per prima a farmi da parte».

@roccocoletti1

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