Di Iulio: io, la maternità e la voglia di schiacciare

5 Luglio 2017

La marsicana tornerà in campo con il Bisonte Firenze dopo la gravidanza: «La vita è cambiata con Martina, ma mi manca sempre l’adrenalina della gara»

PESCARA. Un anno fa di questi tempi era una schiacciatrice di Scandicci, in A1. Poi, la lettera aperta: “Mi fermo, diventerò mamma”. Nel frattempo, è arrivata Martina, lei è diventata mamma e ora si sta preparando a tornare sul parquet. Sono giorni di lavoro per Chiara Di Iulio, la 33enne schiacciatrice originaria di San Benedetto dei Marsi trapiantata a San Benedetto del Tronto. Sta gradualmente riprendendo l’attività fisica dopo la maternità e ad agosto ricomincerà la preparazione con il Bisonte Firenze in vista del prossimo campionato di serie A1. E così tra una poppata e l’altra eccola riprendere confidenza con il pallone.
Di Iulio, come le è cambiata la vita?
«Totalmente, oggi viene prima di tutto lei, Martina. Poi, c’è tutto il resto. Ha appena compiuto tre mesi e ogni giorno è una nuova scoperta».
E la pallavolo?
«Ho iniziato ad allenarmi da un paio di settimane, mi ritaglio degli spazi miei all’interno della giornata. Voglio tornare a certi standard, altrimenti meglio lasciar perdere. E siccome la pallavolo è la mia vita...».
Magari si allena con la figlia al fianco.
«Beh, sì. Una volta è accaduto. Di certo, da un punto di vista psicologico è diverso. Tutto diverso».
E intanto ha puntato il mirino su Firenze.
«Adesso sto a Grottammare. Però, è vero, giocherò con il Bisonte Firenze; la dirigenza si è mostrata molto carina con me. Mi è venuta incontro, sapendo delle mie esigenze. Mi ha fortemente voluto. Ha le idee chiare e sta allestendo un bel roster, anche se l’amalgama che si dovrà creare farà la differenza».
Presupposti?
«Sono ottimi, ho parlato con il coach, Marco Bracci (ex nazionale azzurro, ndr), si è mostrato disponibile e comprensivo. L’obiettivo è migliorare il risultato della passata stagione (nono posto con 30 punti, ndr). Io sto con i piedi per terra. Poi, vedremo».
Com’è un anno senza volley?
«Ho avuto l’opportunità di staccare, non lo facevo da quando sono uscita di casa a 14 anni. Nella vita di una donna aiuta molto, sia a recuperare le forze che a guardare tutto da un’altra prospettiva. Ci voleva, ho avuto modo di riflettere. Certo, mi è mancata l’adrenalina della partita, schiacciare la palla. Vivere lo spogliatoio e l’attesa della partita».
Lei a Firenze, sua sorella Isabella in serie A1 a Scandicci?
«Sono contenta, ha fatto un bellissimo percorso nei tre anni vissuti a Pesaro. Ha ottenuto due promozioni, non è roba da poco. Se l’è conquistata la serie A1. Sarà un derby bellissimo, sia in campo che in famiglia».
Un giorno giocare insieme?
«Magari. La vita ripone tante di quelle sorprese, chissà mai…».
Come sarà il prossimo campionato di serie A1 di pallavolo femminile?
«Non ho visto i roster delle varie squadre, però ci saranno delle sorprese come al solito. E poi, detto francamente, le chiacchiere estive non mi piacciono. Lasciano il tempo che trovano. Sono parole, per l’appunto. A me piace parlare con i risultati del campo».
La pallavolo femminile però non decolla...
«Sì, ma il volley, almeno a livello femminile, resta lo sport di squadra più praticato. E comunque, come in ogni cosa della vita, serve il lavoro, è alla base di tutto. Non credo alla fortuna. Esistono le qualità che vanno fatte fruttare con il lavoro, a tutti i livelli. In campo come dietro la scrivania».
Ha mai pensato al beach volley?
«E’ sempre stato un mio pallino, mai dire mai... Per ora il mio mondo è la pallavolo».
Differenze?
«Tante, sono due sport diversi. Giocare all’aperto o al chiuso è già una differenza. E poi si gioca due contro due. Anche i gesti atletici sono diversi. E’ tutto diverso».
A Firenze farà il primo ingresso da mamma nello spogliatoio.
«Sì, ma non mi sento mamma in uno spogliatoio, sono sempre la stessa. Mi si chiude la vena in campo. La mentalità è da lupo marsicano».
Come sta reagendo il fisico dopo la gravidanza?
«C’è stato un grosso cambiamento. C’è stata la fase del riassestamento poi il graduale ritorno alla normalità. Ma aspetto di intensificare gli allenamenti prima di verificare la reazione del fisico allo sforzo».
Suo marito è Gianfranco Cameli, 39 anni, ex difensore della Sambenedettese, oggi consulente aziendale. Il destino di sua figlia sembra segnato.
«Una sportiva anche lei? Chissà...».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA