Di Massimo dalla D a eroe della Juve

Dopo il rigore che ha regalato ai bianconeri Primavera il Viareggio la prima telefonata al suo ex tecnico Lucarelli
PESCARA. La favola di Alessio Di Massimo continua. O è appena cominciata. In molti l’hanno paragonata a quella di un certo “Geppetto” Torricelli, che arrivò direttamente in prima squadra alla Juventus nel 1991 dai dilettanti della Caratese e poi alzò la Champions League nella magica notte di Roma del 1996.
Lui, per il momento, è ancora a livello Primavera, anche se le premesse sembrano davvero incoraggianti. Dal passaggio dall’Avezzano, in serie D, all'approdo alla Juventus sono passati solo alcuni mesi, ma l'attaccante, classe 1996, nativo di Torano Nuovo, è già una star del club torinese: ha firmato il gol decisivo per l'assegnazione di un trofeo. Quello della Viareggio Cup, che pone i bianconeri al vertice della competizione con 9 titoli, insieme al Milan. In Toscana c'era anche papà Concetto. Erano in 9, tutti per Alessio, tra i familiari, la ragazza Mara e il titolare del Bar Ristorante Roma, il primo vero tifoso. Una trasferta Torano Nuovo-Versilia organizzata in pulmino, come tante altre volte.
«Poi causa forza maggiore siamo venuti con due macchine», racconta papà Di Massimo al sito di Gianluca Di Marzio. «Al momento del rigore mi sono alzato dalla tribuna e sono andato in fondo al campo. Quando ha strappato il pallone dalle mani di Vadalà, mi sono detto: e se lo sbaglia? Poi, il gol. E che liberazione! A fine partita ci siamo abbracciati. Sono davvero orgoglioso per mio figlio, che fa quello che ama e che si emoziona mentre canta l'inno di Mameli. Sono scese le lacrime, mi ha fatto piangere di nuovo. Come quando lessi per la prima volta di un interessamento della Juventus o come quando fece l'esordio a Modena il 16 gennaio scorso». Non solo gol alla finale, perché Alessio Di Massimo ha segnato pure al Milan e al Bologna, con una splendida pennellata su punizione che poco ha da invidiare a un certo Alex Del Piero. «La rete al Milan», continua il padre, «è davvero speciale perché lui è cresciuto molto con i nonni materni che hanno tutti i colori rossoneri. Per fortuna ha esultato perché il lavoro non ammette simpatie».
Il primo messaggio Alessio l'ha mandato all'allenatore dell'Avezzano, Alessandro Lucarelli, che in contemporanea stava affrontando, e vincendo, un recupero di campionato con il Giulianova. «Sono partito dalla panchina, speravo di entrare e di lasciare il segno come era accaduto nelle altre partite», sottolinea Alessio Di Massimo, «quando Grosso ha detto di prepararmi ho fatto tutto di fretta, non vedevo l'ora. Poi è bastato uno sguardo, il mister mi ha sussurato di andare a vincere. Gli ho risposto con un cenno e con tanta voglia di trovare la giocata decisiva. Sono stato rincorso da un sogno e non posso crederci che sia capitato proprio a me: se l'estate scorsa mi avessero detto che sarei stato decisivo a Viareggio...». Ha parlato anche l'agente del calciatore, Donato Di Campli: Qualche mese fa giocava nei dilettanti, ora è alla Juve, seppure in Primavera», ha detto il procuratore lancianese, che gestisce anche Marco Verratti, «e il suo elevato rendimento non ha stupito chi ha scommesso su di lui».
Marco Ratta
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