Di Nicola è ai domiciliari e chiede lo stralcio

L’avvocato pescarese Febbo nel collegio giudicante che oggi esaminerà il caso Catania
Domani Ercole Di Nicola non sarà presente al dibattimento di primo grado per Savona-Teramo. Nemmeno a quello per Pisa-Torres di coppa Italia di Lega Pro della passata stagione. Il 38enne dirigente di Morro d’Oro, infatti, è agli arresti domiciliari e l’avvocato Libera D’Amelio ha chiesto al tribunale nazionale federale che la sua posizione venga stralciata in attesa che riacquisti la libertà e che possa difendersi di persona. Si tratta di un’istanza che ha buone possibilità di essere accolta visto che il procuratore federale Stefano Palazzi ha già stralciato la posizione di Daniele Delli Carri, coinvolto nel processo al Catania che prende il via oggi, in quanto agli arresti domiciliari. La stessa strada intrapresa anche dal legale Luigi Toppeta di Lanciano per conto di Fernando Arbotti, di Termoli, l’agente di calciatori e opinionista televisivo di Rete 8, ai domiciliari sempre per il caso Catania.
Tornando a Di Nicola la linea difensiva non è cambiata: nega ogni forma di illecito nei suoi comportamenti. Eppure la procura di Catanzaro, e quindi la procura federale, lo ritiene il coordinatore delle partite truccate in Lega Pro ai fini del calcioscommesse. Sono circa 20 le partite che l’accusa sostiene siano state combinate con l’avallo di Di Nicola. Un quadro pesante, sia a livello di giustizia sportiva che penale. Il 19 agosto scadranno i termini del fermo emesso dal Gip di Catanzaro per Barletta-Catanzaro; dopodiché sulla libertà di Di Nicola dovranno decidere altri due Gip. Quelli di Velletri e Teramo a cui si rivolgerà l’avvocato D’Amelio nei prossimi giorni.
Sul piano della giustizia sportiva, il legale di Giulianova ha chiesto la riunificazione di tutti i procedimenti a carico di Di Nicola. Ne sono una ventina e per l’ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila c’è il rischio concreto della radiazione.
Intanto, oggi è in programma il processo al Catania. Nei giorni scorsi difesa (l’avvocato Chiacchio) e accusa (il procuratore Palazzi) hanno trattato una sorta di patteggiamento: ovvero retrocessione del Catania in Lega Pro con una decina di punti di penalizzazione. Un’ipotesi che ha mandato su tutte le furie Andrea Abodi, presidente della Lega di B e consigliere federale: «Nessuno sconto a chi tradisce il calcio. sarebbe una sentenza che indignerebbe gli amanti del calcio». Oggi si vedrà.
Uno dei componenti del tribunale federale nazionale – presieduto da Sergio Artico – chiamato a decidere sarà l’avvocato Giuseppe Febbo di Pescara. Che già in passato ha fatto parte di collegi giudicanti della Figc, non solo per casi di illecito.(r.c.)
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