Di Paolantonio: c’è da essere più duri e reattivi

9 Ottobre 2017

Il coach parla di bicchiere mezzo pieno alla fine di una partita che ha visto i suoi soffrire sotto le plance

PORTO SAN GIORGIO. Una sconfitta pesante, pesantissima per come è arrivata e nel suo intero sviluppo. Perde Roseto, lo fa male, al termine di una gara dallo svolgimento anomalo. Gli strappi dati dalla Poderosa sono stati tanti e violenti. Più di una volta gli Squali hanno dovuto rincorrere dalla doppia cifra, più di una volta i marchigiani credevano di avere tagliato il traguardo a braccia alzate.
Insomma la reazione c’è stata anche se prendere cento punti o quasi non è il massimo della vita. Ed il coach Emanuele Di Paolantonio, a fine partita, esordisce con i complimenti di rito verso la squadra avversaria, ma poi puntualizza: «Voglio essere molto chiaro su questo: non si è perso assolutamente per quello che sto per dire ma permettetemi di sottolineare» è il sassolino che si toglie il coach «che mentre siamo al -6, un giocatore avversario che ha fatto una grandissima gara, provoca il pubblico e non viene neanche sanzionato, beh, forse sarebbe cambiata la partita. Questo, fermo restando che l’arbitraggio è stato eccellente». L’episodio, chiaramente, resta fine a se stesso. Sulla prestazione della sua squadra, il coach commenta: «Avete visto che non molla mai e credo che, goccia dopo goccia, mettendo un mattoncino oggi, uno domani, se continuiamo così, penso che intanto riusciremo a sbloccare la casella delle vittorie e a competere per l’obiettivo che abbiamo che è quello della salvezza». Reazione che è piaciuta, anche ai tifosi, la verve, lo sprint per recuperare passivi che sembravano ammazzare il match molto prima del 40’.
Poi il coach affronta il delicato tema dei rimbalzi. «Sicuramente abbiamo sofferto, soprattutto nel primo tempo i rimbalzi in attacco concessi a Montegranaro e siamo andati nell’intervento sotto di 11 e poi la partita l’abbiamo persa per 11 punti. Abbiamo pagato un po’ dazio».
Il discorso si complica e il tecnico degli Squali capisce in pieno dove si vuole andare a parare. Non preoccupa la fase offensiva ma quella difensiva. E infatti qui si arriva: «Sono un po’ più preoccupato dei 48 punti subiti in 20’. Abbiamo fatto 87 punti senza il nostro playmaker titolare quindi, dal punto di vista offensivo, pur facendo azioni di grande casino, abbiamo prodotto. Il problema è che dobbiamo coglierne di più, dobbiamo difendere un po’ di più. Dobbiamo essere un po’ più duri e reattivi».