Di Paolantonio, il cuore in tumulto: Roseto è un modello

Il tecnico teramano dell’Imola domenica per la prima volta da avversario al PalaMaggetti: «Un posto speciale per me»
ROSETO. La gara di domenica al PalaMaggetti tra Roseto Sharks e Andrea Costa Imola sarà una di quelle dal sapore speciale visto che le due squadre, entrambe a quota 22 in classifica, aspirano ad una vittoria che regalerebbe la possibilità, di certo non matematica ma comunque concreta, di chiamarsi fuori dalla lotta per la salvezza. Per il coach di Imola Emanuele Di Paolantonio, teramano che ha passato l’ultimo triennio nel Lido delle Rose, ci sarà in più anche una certa tensione per il suo primo ritorno da avversario.
Coach Di Paolantonio, sarà una domenica emozionante?
«Non sarà di certo una giornata come le altre: la vivrò più intensamente perché è innegabile che Roseto sia diventato per me un posto speciale, cui sarò sempre legato: qualche volta ancora mi manca quella passeggiata solitaria sul lungomare del martedì».
Si affronteranno le uniche due squadre che non hanno aggiunto nulla ai roster estivi, due team diversi, ma appaiati in classifica. Il lavoro alla fine paga?
«È vero, l’unica differenza è che noi abbiamo perso Prato subito per infortunio, mentre Roseto ha deciso di fare a meno di Bushati e Simonovic. Per noi questo ha significato ridurre le rotazioni a 7 giocatori, facendo affidamento su un gruppo che ha retto l’urto non solo coi suoi uomini chiave, ma anche con quelli più giovani, tutti bravi a cogliere l’occasione. Per quanto riguarda gli Sharks, invece, fin dall’estate li indicavo tra le sorprese, e si stanno confermando: hanno il pacchetto under più competitivo dell’A2 e un americano bravo come Sherrod che facemmo esordire proprio noi a Roseto. Vanno fatti i complimenti».
Le piace come giocano gli Sharks?
«Sì, nonostante siamo due squadre agli antipodi per fisicità e modo di giocare: noi più tattici, loro più atletici. Dal punto di vista fisico sono tra i migliori, basti guardare a quanti rimbalzi d’attacco prendono (Roseto con 12 di media è la prima dell’Est, ndc), numeri che la dicono tutta sulle loro doti di aggressività ed atletismo».
Significa che per contenerli rivedremo le sue difese a zona molto adeguate?
«Vedremo. Di certo in difesa dovremo metterci grande attenzione individuale, unico modo per pensare di fare una partita importante come squadra».
Più in generale, le piace questo accordo tra Sharks e Stella Azzurra?
«E’ una scelta azzeccata, tanto che secondo me qualcuno proverà a replicarla nel prossimo futuro anche se sarà difficile, perché ci vogliono giovani di un certo tipo a disposizione».
E cosa pensa degli ultrà rosetani che in contrasto con questo accordo non seguono più gli Sharks?
«Ho parlato con tanti amici a Roseto sia a favore che contrari: per me tutte le posizioni sono rispettabili, sempre nei limiti della protesta civile. Dico solo che mi dispiacerà non poter salutare la curva Nord».
Con Jesi che si è appena rinforzata con la forte guardia USA Rayvonte Rice, ex Verona e Ravenna, basteranno 24 punti per salvarsi?
«Penso di sì, anche se forse potrebbero ancora contare gli scontri diretti. Per la certezza ne servono 26, ma per ora non ci pensiamo: l’obiettivo è vincere per arrivare a quota 24 il prima possibile. Una cosa certo non facile per noi: vincere a Roseto sarebbe un gran colpo, contro questi Sharks che nel girone di ritorno hanno vinto 6 delle 8 gare giocate. Sono tra le squadre più in forma e quindi sulla carta i favoriti».
Marco Rapone
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