Di Paolantonio: «Il tesoro di Roseto è il pubblico»

27 Marzo 2017

Fattore campo determinante: «E a Jesi voglio 600 tifosi come a Chieti»

ROSETO. La vittoria del Roseto contro la Fortitudo Bologna nell'anticipo dil sabato ha rinfocolato la voglia di playoff degli abruzzesi, galvanizzati dalle ultime tre vittorie consecutive (Mantova, Chieti e Fortitudo Bologna), risultati che hanno issato i biancazzurri al quinto posto in classifica. Il più felice è sicuramente il coach Emanuele Di Paolantonio, fresco di rinnovo biennale, giusto premio per la grande sicurezza con cui sta gestendo la squadra, nonostante sia la sua prima stagione da capo allenatore dopo una lunga gavetta. «Battere la Fortitudo», dice l’allenatore biancazzurro, «è stata l'ennesima impresa di cui è stato capace questo gruppo. Siamo stati bravi a mantenere il fattore campo del PalaMaggetti, vero tesoro in quest'annata sportiva, dove i nostri tifosi, sempre più numerosi e passionali, ci spingono a fare prestazioni sempre migliori».

Le doti tecniche e mentali della squadra sono evidenti dopo 26 turni di campionato: «I giocatori stanno dimostrando di avere caratteristiche importanti, necessarie per giocare ad alto livello fin dall'esordio: merito loro, perché mettono in campo tutta la voglia di cui sono capaci, giocando senza mollare contro chiunque, riuscendo a trovare nella forza del gruppo quell'energia che ci ha aiutato a ribaltare le sorti di certi incontri: penso alla rimonta vincente nel derby contro Chieti, ma anche a quella contro la Fortitudo, dove abbiamo mostrato la stessa tignosa capacità». Questa è la squadra di Smith, Amoroso e Fultz, spesso sotto i riflettori, ma sono evidenti anche i meriti dei vari Mei, Radonjic, Casagrande, Fattori o Sherrod: «Senza dimenticare Piazza» sorride il coach, «con il suo arrivo gestiamo meglio i minutaggi degli esterni, per farli arrivare freschi e soprattutto lucidi per giocarci tutto nei minuti finali; questo è un aspetto importante del nostro gioco, che sta pagando grandi dividendi: basta vedere ad esempio l'ultimo referto statistico, dove oltre ai 24 di Smith ed a i 12 di Mei, avevamo altri 4 giocatori tra gli 8 ed i 9 punti segnati, a riprova del fatto che questo gruppo sa giocare di squadra, appoggiando spesso il gioco sulle proprie punte designate, ma dando anche fiducia a tutti gli altri compagni», spiega Di Paolantonio con orgoglio, a dimostrazione del fatto che questo roster, da lui costruito in prima persona visto che è anche il direttore sportivo degli Sharks, è figlio di un'idea ben precisa che il coach ed il suo staff avevano chiara in mente fin da quest'estate.

Ieri sera si sono giocate le altre partite, con la capolista Virtus Bologna che ha perso ancora fuori casa, stavolta a Trieste che così si rilancia in classifica. Non molla invece Treviso, che passa ad Imola, così come un lanciatissimo Verona, che travolge Ravenna . Udine vince in casa, grazie ad una tripla di tabella di Veidemann nell'ultimo minuto ai danni di Mantova, mentre Forlì vince ancora uno scontro diretto per la salvezza, passando sul campo di Jesi, dove domenica prossima giocheranno proprio gli Sharks. Coach Di Paolantonio se la cava con una battuta: «A Jesi se non verranno almeno 600 tifosi come a Chieti, dove sembrava giocassimo noi in casa, mi riterrò davvero offeso!» e scoppia in una risata liberatoria, che rende evidente l'impegno ma anche la leggerezza d'animo con la quale gli Sharks giocheranno gli ultimi quattro turni di campionato.

Marco Rapone

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