Di Paolantonio lascia la passerella a Francani

L’allenatore in seconda: «Prova grintosa in difesa». Coach Dalmonte “processa” gli scaligeri
ROSETO. In sala stampa un sorridente il coach biancazzurro Di Paolantonio lascia spazio al suo vice Nando Francani, per ribadire come questo risultato positivo sia da condividere con tutto lo staff tecnico, capace di rimettere a posto le cose dopo le tre sconfitte consecutive subite nel finale del girone di andata: «Non posso che ringraziare il coach per la possibilità che mi concede di parlare alla fine di un match così delicato, non posso che ribadire che il merito di tutto questo è in primis il suo», sorride Francani, che poi parla del match: «Abbiamo fatto un match grintoso in difesa, soprattutto ad inizio partita e nell’ultimo periodo, come avevamo pensato nelle nostre intenzioni: voglio però puntualizzare che anche in queste ultime sconfitte, ce la siamo sempre giocata, magari tranne che a Piacenza, segno che con la squadra lavoriamo bene in settimana, riuscendo a preparare i match». Ieri sera niente Radonjic per infortunio, e nonostante le rotazioni ridotte avete fatto a meno anche del pivot Paci: «L’assenza di Radonjic ci preoccupava perché volevamo tenere alto il ritmo, per Paci sono sicuro che avrà occasioni nelle prossime gare», racconta il vice di Di Paolantonio, che poi tatticamente analizza così l’incontro: «Abbiamo giocato con più pazienza e di squadra rispetto alle ultime uscite, con Fultz a far girare la squadra e Amoroso che come un play aggiunto ha saputo innescare i compagni con ribaltamenti negli angoli che hanno prodotto punti importanti; sotto canestro poi le doti intimidatorie di Sherrod ci sono state molto utili, così come l’applicazione difensiva di Casagrande, tutte doti che ci teniamo strette e che puntiamo a mantenere in campo per la durata di tutte le partite».
Il coach di Verona Dalmonte, fatti i complimenti per la vittoria ai padroni di casa, ha parole dure per tutto l’ambiente veronese: «Dimentichiamoci tutti gli alibi, perché quando ci assale questo egoismo facciamo solo favori agli avversari. Io sono abituato a metterci la faccia, e lo faccio anche stavolta per cui dico a tutto l’ambiente di uccidere questi egoismi individuali e iniziare ad accettare la cruda realtà: il campo oggi ci dice che il nostro obiettivo è la salvezza, quindi ritorniamo coi piedi per terra. Dobbiamo rimboccarci le maniche anche sporcandocele perché necessario, perché altrimenti rischiamo di fallire anche questo obiettivo minimo sindacale». (m.r.)
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