Di Paolantonio: «Sarò sempre grato a Roseto»

Il consiglio del coach passato all’Imola: «Ritrovare l’unione tra il club e i tifosi» Ma in città spunta una scritta contro Cimorosi: l’accordo con Roma non piace
ROSETO . Riposo in famiglia per Emanuele Di Paolantonio, ex coach degli Sharks e fresco di firma con Imola: il momento migliore per parlare del suo triennio nel Lido delle Rose.
Coach, cosa le resta di questa esperienza?
«La mia grande maturazione. Mi sono legato ad una piazza importante e alle sue persone, su piano professionale ho imparato a gestire tante difficoltà».
Da capo allenatore, un primo anno fantastico con i play off e una seconda stagione difficile con la salvezza centrata all’ultimo secondo.
«Se fossimo riusciti a tenere un nucleo di quella squadra forse avremmo avuto una stagione meno complicata, ma per fortuna è andata bene lo stesso».
Nonostante le 8 sconfitte consecutive all’inizio.
«Un miracolo sportivo, anche perché arrivato senza cambiare quasi nulla, mentre altri spendevano soldi peggiorando la loro classifica: il lavoro quotidiano ha pagato, grazie allo staff e al club, che ci ha fatto lavorare con serenità: ecco perché ringrazierò sempre Cimorosi e Cianchetti, oltre a Norante per l’ultimo periodo, per la grande occasione che mi hanno dato».
Dei tanti giocatori allenati, ce n’è uno che l’ha colpita, non solo per ragioni tecniche?
«Direi Kyle Weaver per la grande disponibilità, che mi dimostrò fin dalla prima telefonata che gli feci quando era a Miami, cosa non banale per uno che arrivava dall’NBA. Per convincerlo gli dissi che sarebbe venuto in una piccola Miami».
Nelle ultime 3 stagioni gli Sharks hanno sempre avuto il capocannoniere: Allen, Smith, e Carlino. C’è un segreto?
«Solo coincidenze, semplicemente gli Sharks hanno sempre cercato giocatori con grandi doti realizzative».
Ma come mai questi giocatori si sono espressi al massimo?
«Roseto ti fa entrare a far parte di una comunità, e questo ti fa andare in campo con la voglia di dare qualcosa in più. È indispensabile che questa unione torni al più presto e ben salda».
Un auspicio che vale per tutti, anche guardando a quella scritta apparsa su un muro nel sud della città che diceva “Roseto non si sposta”, facendo riferimento alla possibilità che gli Sharks lavoreranno fino al giovedì a Roma per poi tornare dal venerdì al PalaMaggetti. L’accordo tra Stella Azzurra e Sharks sembra buono sulla carta, ed è logico che preveda in cambio un po’ di perdita d’identità per i rosetani: al club adesso, che nei prossimi giorni sarà impegnato con la ricapitalizzazione, il compito di spiegare la sua nuova organizzazione ai tifosi, che intanto si stanno chiedendo se davvero tornerà Brandon Sherrod.
Marco Rapone
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