Diarra: «Io, Checco Zalone e il gol con la Vastese»

Il maliano in rete all’esordio in maglia biancorossa: è stato una delle comparse nel film Tolo Tolo
VASTO. Dal viaggio della speranza al set cinematografico con Checco Zalone. Nel mezzo il calcio, la sua passione, che l’ha spinto a 17 anni a lasciare il Mali e a salire sul barcone per sfidare la morte e raggiungere l’Italia. È la storia di Boubacar Diarra, detto Buba, 21enne centrocampista maliano, uno degli acquisti della Vastese nel mercato invernale. Una mezzala di grande corsa e fisicità, esplosa nella passata stagione all’Agnonese insieme al terzino francese Salim Diakite, ora al Teramo. Domenica Diarra, arrivato una settimana fa dal Fiuggi, ha bagnato l’esordio in biancorosso segnando su rigore il gol del 3-1 contro il Vastogirardi.
Lui e Checco Zalone. Il maliano si è preso subito la scena, così come ha fatto sul set del film Tolo Tolo, la pellicola di Checco Zalone record d’incassi nel 2020. Diarra ha girato alcune scene del film che tratta il tema dell’immigrazione. «Vivo a Bari e conosco il fratello di Zalone», racconta Buba, «che mi ha fatto da tramite con Checco, dicendomi che cercava ragazzi di colore per girare il film. Sono andato sul set insieme ad altri miei amici. Appaio sulla barca a prendere il sole insieme a lui e poi nella scena finale. È stato divertente. Non dimenticherò mai le risate con Checco perché è molto simpatico. Oltre a questo, mi ha colpito la sua umanità».
Il viaggio sul barcone. Diarra non è venuto in Italia per fare l’attore. Il suo sogno è sempre stato quello di giocare a calcio. Ha rischiato la vita per inseguire la sua passione. A 17 anni viene salvato dalla Guardia costiera italiana ad Augusta dopo un lungo viaggio sul barcone. Mali, Algeria, Libia e, infine, lo sbarco in Italia. Costo del biglietto 800 euro. «Sono partito alle 23 e sono arrivato alle 17 del giorno dopo», ricorda Buba, «ore interminabili in mare aperto, sperando di arrivare vivo in Italia. Io sono stato fortunato perché sono arrivato sano e salvo, ma sono tanti quelli che non ce la fanno e muoiono in mare. Ora qui sto bene, ma mi manca la mia famiglia».
I primi passi. La prima tappa è la Berretti del Monopoli, poi il debutto in serie D con il Gravina. Qui conosce Antonio Dell’Oglio, che quell’anno è il vice di Pino Di Meo sulla panchina dei pugliesi, e che è oggi è a Vasto come collaboratore tecnico prima di Massimo Silva e ora di Fulvio Salvo D’Adderio. «Sono felice di averlo rincontrato», dice Diarra. «Dell’Oglio mi ha aiutato tanto. Mi spronava sempre a non mollare e tutt’ora mi dice che, con i mezzi che ho, sta solo a me decidere se fare il giocatore professionista. Un altro tecnico che devo ringraziare è Mimmo Caricola che mi ha allenato alla Berretti del Monopoli». Dopo sei mesi a Gravina, a gennaio del 2019, Diarra si trasferisce all’Agnonese. In Molise esplode nella passata stagione, segnando 5 gol. Quest’anno ha iniziato il campionato a Fiuggi, prima di passare alla Vastese dove ha iniziato forte, segnando al debutto. Ed è proprio in Abruzzo che Diarra vuole tornare ad essere protagonista. E stavolta non sul set, ma sul campo.
Il mercato. La Vastese sta per chiudere l’ingaggio dell’attaccante Lorenzo Franzese, 28 anni, proveniente dal Brindisi ed ex Milano City, Varesina e Lanusei. Sfumato De Iulis, che la Nocerina non ha liberato. In prova il centrocampista argentino Cristian Tissone. Domani la Vastese recupererà il derby a Notaresco. L’altro recupero, Montegiorgio-Giulianova non si giocherà per casi di Covid tra i marchigiani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

