Dieta e sudore, la ricetta di Proietti

12 Giugno 2017

L’ex Bassano: «La preparazione di Zeman? La vita è fatica»

PESCARA. È la sua grande occasione e non vuole farsela scappare. Il centrocampista Mattia Proietti, ingaggiato dal Pescara a parametro zero, non vede l’ora di misurarsi con la serie B. Dopo 12 anni di settore giovanile nella Juventus e 6 stagioni in Lega Pro nelle file del Bassano, il 25enne torinese sogna il grande salto. A Pescara è atteso da Zdenek Zeman, un allenatore che considera fondamentale il ruolo di play maker nel suo progetto tattico. E Proietti, grazie alla sua tecnica e alla sua grinta, si candida per essere un punto fermo del nuovo Pescara.
Proietti, cosa si aspetta da questa nuova avventura?
«Voglio capire se per me c’è posto in serie B. Ho maturato la volontà di lasciare il Bassano perché ho l’ambizione di affermarmi in una categoria superiore. Per questo motivo darò il massimo fin dal primo giorno di ritiro. Sarà una stagione fondamentale per la mia carriera e spero di ritagliarmi il giusto spazio. Dopo una retrocessione non è il caso di fare proclami, ma l’obiettivo è disputare un torneo da protagonisti. Sarà fondamentale partire con il piede giusto per ricreare entusiasmo».
Quando è nata la trattativa col Pescara?
«I primi interessamenti intorno allo scorso novembre. Poi i contatti sono proseguiti e finalmente tutto è andato a buon fine. Abbiamo perfezionato l’accordo a marzo, quando sono venuto a Pescara e ho visto anche la partita allo stadio Adriatico contro l’Udinese».
Le hanno già parlato della città?
«Certamente, anche se non ce n’era bisogno, dal momento che il mio ex allenatore, Luca D’Angelo, è pescarese e un altro tecnico, Michele Baldi, che guidava la Berretti del Bassano, ha vestito la maglia biancazzurra qualche anno fa. Tutti mi hanno detto che a Pescara si vive benissimo e che mi troverò a mio agio».
Il 10 luglio, data dell’inizio del ritiro, si avvicina. Ha un po’ di timore della preparazione zemaniana?
«La vità è fatica. So che sarà dura, ma poi i risultati si vedranno. Uno dei punti di forza delle squadre di Zeman è la corsa e noi dovremo seguire le sue indicazioni. Nel palcoscenico della serie B non c’è un allenatore migliore del boemo».
È pronto al sacrificio?
«Sì, faro soltanto qualche giorno di vacanza a Formentera con alcuni compagni del Bassano, ma da quando è finito il campionato non mi sono mai fermato. Inoltre, da un po’ di tempo mi sono affidato ad un nutrizionista che mi ha prescritto una dieta mirata. La mia struttura fisica mi obbliga a stare attento all’alimentazione».
Cosa le è rimasto degli anni passati nelle giovanili della Juve?
«Per me è stata un’esperienza bellissima, sono ancora un tifoso bianconero. Poi mi hanno mandato in prestito al Bassano e a un certo punto ho chiesto ai dirigenti di non rinnovare la comproprietà: volevo che venisse presa una decisione definitiva e ho fatto la gavetta».
Chi è il suo idolo?
«Da piccolo Del Piero, poi sono cresciuto e ho apprezzato Marchisio perché è riuscito a coronare il sogno di tutti i ragazzi delle giovanili bianconere, giocare appunto nella Juve».
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