DIETRO AI BIANCONERI C’È GIÀ IL VUOTO

21 Novembre 2016

di ROCCO COLETTI Forza e regolarità. Per il gioco, quello che coniuga spettacolo e risultati, meglio ripassare. Intanto la Juventus ha già fatto il vuoto alle spalle. Le sono bastate 13 giornate di...

di ROCCO COLETTI

Forza e regolarità. Per il gioco, quello che coniuga spettacolo e risultati, meglio ripassare. Intanto la Juventus ha già fatto il vuoto alle spalle. Le sono bastate 13 giornate di campionato per tenere fede ai pronostici della vigilia che la volevano dominatrice della serie A, alla luce dei rinforzi estivi. Ora è attesa all’esame Champions League: domani sera a Siviglia si giocherà (oltre alla qualificazione) una fetta di credibilità in chiave europea. Nel frattempo, si è portata avanti in un campionato in cui sembra possedere davvero una marcia in più. Le seconde sono a sette punti, tanti. Il Milan si è fatto acciuffare alla fine dall’Inter, non gli è bastato un grande Suso per vincere il derby made in Cina. Sfida ricca di emozioni a San Siro, giusto il pari. La Roma non regge il ritmo della capolista. In casa fa il pieno, in trasferta no. E ieri ha dovuto fare i conti con l’indemoniata Atalanta di Gasperini, alla quinta vittoria di fila, la settima nelle ultime otto gare. Quella nerazzurra è la squadra rivelazione della serie A, non a caso la sua favola è stata già accostata a quella del Leicester della passata stagione. Tanto di cappello agli orobici, capaci di schienare big del calibro di Napoli, Inter e Roma: la scelta di puntare sui giovani si è rivelata decisiva. E l’ha fatta Gasperini quando a settembre sembrava sull’orlo dell’esonero. Quarta sconfitta di fila per il Sassuolo di Di Francesco, questa volta non è bastato nemmeno il doppio vantaggio a pochi minuti dalla fine per spezzare la serie negativa. Cade di fronte a una Sampdoria capace di passare dallo 0-2 al 3-2 in appena sei minuti. Una boccata d’ossigeno per l’allenatore giuliese Giampaolo al quale Ferrero ha ribadito fiducia sfidando i mugugni dell’ambiente. Cammino record per il Torino: mai, in epoca recente, aveva conquistato 22 punti nelle prime 13 gare. Il trascinatore è il solito Belotti, capocannoniere con 10 reti al pari di Icardi e Dzeko: probabilmente è il miglior attaccante italiano del momento, un giovane destinato a crescere ulteriormente.

Nei bassifondi, nel mini-campionato per non retrocedere, tutte sconfitte Empoli, Pescara, Palermo e Crotone. La sensazone è che, di questo passo, continueranno a disputare un torneo a parte. Una sorta di poule retrocessione.

@roccocoletti1

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