Difesa bunker e gol, ecco la cura Mancini

10 Giugno 2019

L’Italia non subisce reti da 6 gare e il ct è stato bravo a “ripescare” Belotti e Insigne. Domani la Bosnia per blindare Euro 2020

TORINO. Al suo esordio, per rilanciare l'Italia esclusa dai Mondiali, aveva chiesto tempo e pazienza, uniti ad una buona dose di fiducia. Ingredienti semplici, ma efficaci, a giudicare dalla bella vittoria di sabato sera contro la Grecia. C'è la firma di Roberto Mancini sul 3-0 con cui gli azzurri hanno fatto un altro passo verso la qualificazione a Euro 2020. Una vittoria, quella di Atene, che premia le scelte del commissario tecnico, dalla decisione di puntare su Sirigu per la porta al rilancio di Insigne e Belotti. Senza dimenticare la difesa di ferro che non subisce gol da 6 partite.
L'Italia alza la cresta col “Gallo” Belotti, protagonista un anno dopo la sua ultima convocazione. Il capitano del Torino non ha segnato, è vero, ma la sua prestazione ha convinto tutti: e magari il gol se l'è riservato per la sfida alla Bosnia domani (ore 20,45, arbitra lo spagnolo Xavier Estrada Fernandez) nella “sua” Torino, dove la nazionale è arrivata nel pomeriggio di ieri da Atene. In attesa del gol azzurro, in Grecia suo lo strappo, e l'assist, per il gol con cui Barella - anche lui una scelta di Roberta Mancini - ha aperto nel primo tempo le marcature.
Uno spunto da vero campione, che il romanista Manolas - non un difensore qualsiasi - ha potuto soltanto guardare. E gli assist potevano essere addirittura due se, nella ripresa, Federico Chiesa non avesse sciupato da due passi il più facile dei suggerimenti.
In mezzo alle due giocate cuore e corsa, qualità per cui i tifosi granata hanno fatto di Belotti un loro beniamino. E che gli hanno permesso di riconquistare Mancini e la Nazionale. «Io non boccio nessuno, chi gioca bene verrà convocato», aveva detto lo scorso novembre il ct per spiegare l'esclusione dell'attaccante dalle sue convocazioni. «Io credo», aveva aggiunto il ct, «che Belotti possa darci di più».
Aveva ragione, il commissario tecnico, perché con otto gol in tredici partite, e tre doppiette, dallo scorso marzo il giocatore si è preso sulle spalle il Toro portandolo alla soglia della qualificazione Uefa. Per un Belotti che gioca e lotta ce n'é un altro che segna pure.
È Lorenzo Insigne, restituito alla causa azzurra dopo un periodo in cui era uscito dai radar. E, a differenza del compagno Belotti, dopo mesi di buio anche col suo Napoli. Il raddoppio dell'Italia è un capolavoro balistico che restituisce all'Italia uno dei suoi attaccanti più tecnici, e talentuosi in circolazione. La prova che la cura Mancini sta funzionando e che la filosofia del «gioca chi sta meglio» funziona meglio di tanti schemi. Domani sera (diretta tv su Rai 1) c'è da affrontare la Bosnia di Pjanic e Dzeko a Torino, dove gli azzurri sono arrivati ieri. Nello stadio della Juventus, Mancini potrebbe mescolare le carte per dare spazio all'astro nascente bianconero Kean. Ma potrebbe anche decidere di puntare ancora sui suoi “redivivi”, per dare continuità ad una squadra che, asciugate le lacrime per l'eliminazione choc contro la Svezia, vuole tornare protagonista.
Torino e Napoli, intanto, coccolano i loro giocatori sui social network. «Lor_Insigne segna e vince con l'Italia», scrive su Twitter il club partenopeo del patron De Laurentiis, che sul suo sito internet applaude la «bellissima prestazione» dell'attaccante, risultando «con giocate pregevoli tra i migliori in campo».
Anche il club granata posta le foto del “Gallo” Belotti, e di Sirigu, su Twitter, con l'auspicio di vedere il suo capitano anche segnare in azzurro.
Angelo Caradonna