Difesa in crisi, il Pescara si affida a Bovo

Troppi 8 gol subiti in tre gare. Solo una volta in carriera Zeman aveva avuto un rendimento peggiore: a Napoli nel 2000-01
PESCARA. «Zeman e le sue difese ballerine». Tantissime volte abbiamo sentito pronunciare frasi del genere sulle retroguardie delle squadre del boemo. Commenti che spesso vengono accompagnate dall’elogio alla fase offensiva zemaniana per l’elevato numero di gol fatti. Non fa eccezione il torneo da poco iniziato con il Pescara che vanta l’attacco più prolifico della serie B (insieme al Perugia) con 10 reti all’attivo e la seconda difesa più perforata (8 gol subiti) dopo quella del Foggia. Il dato è abbastanza allarmante per il tecnico di Praga che non di rado ha dovuto fronteggiare critiche per la sua fase difensiva, ma quasi mai come quest’anno. Nel corso della lunga carriera (dal debutto a Licata in C2 nel 1983 ad oggi) solo una volta la sua squadra ha fatto registrare un rendimento peggiore di quello attuale nelle prime tre giornate sulla voce “gol presi”. Accadde quando il boemo era alla guida del Napoli nella stagione 2000-01. I partenopei incassarono 10 gol dalla Juventus (2), dall’Inter (3) e dal Bologna (5) e alla 6ª partita Zeman venne esonerato, anche se poi gli azzurri non evitarono la retrocessione in B con Mondonico.
Novità in arrivo. Durante gli allenamenti Zeman è solito fare esperimenti. Prova uomini e coppie, in difesa a centrocampo e in attacco. E se finora ha insistito su alcune scelte, vedi il trio in mediana Coulibaly, Proietti e Brugman, è perché si aspettava passi in avanti nell’affiatamento. Ma al termine della gara con il Frosinone proprio il centrocampo è finito nel mirino della sua critica («Nel secondo tempo non ha protetto la difesa», ha detto l’allenatore). Forse i tre avranno l’ultima chance per dimostrare di essere affidabili, altrimenti qualcuno potrebbe accomodarsi in panchina. Le alternative non mancano: Valzania e Kanoutè scalpitano, così come Palazzi che però ieri si è fermato per un guaio muscolare e domani non sarà a disposizione.
Cercasi leader. Nella sfida dell’Arechi potrebbe cambiare qualche interprete in difesa. Il principale indiziato a riprendersi la scena è Cesare Bovo. Dopo un precampionato molto complicato (in pratica ha saltato la preparazione), l’ex centrale difensivo del Torino è rientrato in gruppo dimostrando di aver smaltito il problema al ginocchio.
Magari non sarà la panacea di tutti i mali, ma il suo carisma potrà rappresentare un valore aggiunto per una squadra composta da tanti giovani. Dovrebbe lasciargli il posto Andrea Coda che, a differenza di Bovo, finora non ha saltato un allenamento dopo una stagione e mezza in Abruzzo trascorsa spesso in infermeria. Il generoso centrale toscano, che proprio a Salerno rimediò il primo infortunio con il Pescara il 6 febbraio del 2016, ce la sta mettendo tutta per rendersi utile, anche se le sue caratteristiche non si sposano perfettamente con il calcio di Zeman. Meno probabile l’avvicendamento tra Bovo e Perrotta, dal momento che quest’ultimo è sembrato uno dei più pimpanti della difesa, come sottolineato anche dall’allenatore biancazzurro.
Dunque, nella bolgia dell’Arechi potrebbe toccare a Bovo che ha vissuto gli anni migliori della sua carriera alle dipendenze del ct della Nazionale Gian Piero Ventura nel Torino e di Delio Rossi, un vecchio allievo di Zeman. L’ex tecnico del Delfino lo ha avuto per 4 anni (92 gare e 8 reti tra Lecce e Palermo) dandogli sempre fiducia, anche se Rossi con il passare degli anni ha abbandonato la spregiudicatezza propria del suo maestro a favore di un più marcato pragmatismo. In realtà Bovo non è il difensore rapido che servirebbe a Zeman per dare una connotazione nuova alla retroguardia («Non ha le caratteristiche per salire e accorciare la squadra», ha detto il tecnico del Delfino qualche giorno fa). Servirà un compromesso, ma è chiaro che sarà difficile rinunciare ad un elemento che per la B è un lusso. D’altronde, con 287 presenze in serie A il buon Cesare non può essere considerato l’ultimo arrivato.
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