Difesa rabberciata contro l’attacco atomico

Fondamentale il recupero di Campagnaro per contrastare la forza dei sardi (due gol di media a gara)
PESCARA. Numeri che mettono i brividi. Finora il Cagliari ha messo a segno 50 reti in 26 gare: quasi due gol a partita. È questa la media realizzativa della capolista che sabato contro il Pescara proverà ad ipotecare la serie A. Nei match casalinghi il rendimento degli isolani risulta ancora più spaventoso. Al Sant’Elia, infatti, i rossoblù hanno disputato 13 gare totalizzando 37 punti: 12 vittorie e un solo pareggio contro il Como che occupa l’ultima posizione. Nei maggiori campionati europei di A e B soltanto due squadre hanno avuto un ruolino migliore nelle gare interne: il Bayern (10 successi su 10) e lo Sparta Rotterdam (12 su 12). Inoltre, la media-gol in casa sale a quasi due gol e mezzo a partita (31 reti fatte). In vista dello scontro di sabato pomeriggio i biancazzurri non potranno dormire sonni tranquilli. Non solo per la forza d’urto dell’avversario, ma anche a causa della tenuta altalenante che la difesa del Pescara ha mostrato nel corso del torneo. Ecco perché sarebbe più che mai prezioso il ritorno dal primo minuto di Hugo Campagnaro. Con l’argentino in campo il Delfino ha fatto l’en plein (30 punti in 10 gare) subendo appena 4 reti. Se non dovesse farcela sarebbe un bel guaio per Oddo che è già costretto a fronteggiare le assenze di Fornasier e Coda. Il recupero di Campagnaro scongiurerebbe il rischio di ritrovarsi con un solo centrale difensivo a disposizione (Zuparic). L’esperienza e il carisma dell’ex interista saranno più che mai necessari per disinnescare l’attacco atomico del Cagliari. Il capocannoniere degli isolani è Farias che ha realizzato 10 gol. Seguono l’ex Melchiorri (8), Joao Pedro e Giannetti (6), Sau (5). Quest’ultimo ha saltato l’ultima partita in trasferta a Latina a causa di un infortunio, ma ieri è tornato, seppur parzialmente, a lavorare insieme ai compagni. Senza dimenticare che in avanti c’è un altro elemento molto temibile: l’ex lancianese Cerri (2 reti).
Dunque, un reparto offensivo super-attrezzato si prepara a sfidare un retroguardia rabberciata. Per Rastelli c’è soltanto l’imbarazzo della scelta tra la velocità di Melchiorri, la classe di Farias, l’imprevedibilità di Joao Pedro, i guizzi di Sau e la potenza di Cerri. Per sfuggire alle frecce del tecnico rossoblù sarà indispensabile coinvolgere tutti nella fase di non possesso. Ad ognuno i propri compiti con una disposizione compatta e tanta aggressività. In fondo le maggiori lacune della difesa pescarese sono emerse quando le distanze tra i reparti non sono state rispettate. «Siamo stati troppo “lunghi”», ha spiegato Oddo dopo la gara di Salerno, «e una squadra come la nostra non può permetterselo. Se giochiamo così facciamo più fatica». L’auspicio è che il messaggio sia stato recepito, altrimenti sarà dura uscire indenni dal duello.
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA

