Dincic: «È la partita della vita»

22 Febbraio 2020

Il serbo carica Roseto: «Contro l’Urania è la gara più importante della stagione, non si può sbagliare»

ROSETO. La Sapori Veri Roseto ha dovuto giocoforza smettere di leccarsi le ferite e riordinare le idee, unica cosa possibile se vuole provare a lasciare l’ultimo posto in classifica. Dagli allenamenti romani non arrivano informazioni ufficiali, ma sembra che Rodriguez abbia ripreso ad allenarsi dopo un paio di giorni di stop per guai fisici, mentre continua invece il calvario di Menalo, ragazzo dalle qualità indiscusse ma dal talento fisico e mentale ancora acerbo, che oltre a scontare il fatto d’esser stato buttato nella mischia troppo presto e con troppe responsabilità, ha anche lui problemi di natura fisica che lo potrebbero tenere fuori nell’incontro di domani pomeriggio alle 18 al PalaMaggetti contro l’Urania Milano. C’è però nel gruppo anche chi sta fornendo buone prestazioni: parliamo dell’ultimo arrivato, Nemanja Dincic, che a Napoli era finito a fare la riserva della riserva del pivot ex Sharks Brandon Sherrod, e che invece con gli Sharks, in 4 sole gare disputate, ha una media di 10,5 punti e 4 rimbalzi per gara. «La gara di domenica contro Milano sarà probabilmente la più importante della stagione», spiega il giocatore serbo, «i due punti ci permetterebbero di rialzarci in classifica. Ci siamo preparati al meglio in questa settimana, limando tutti i dettagli che potrebbero fare la differenza: l’Urania sta disputando un gran bel campionato, soprattutto grazie ai due americani Raivio e Lynch, che secondo me sono tra i più forti del girone Est. Per batterli dovremo cercare di limitarli il più possibile».
Intenzioni bellicose dunque per la squadra biancazzurra, chiamata ad una prova di sostanza sia mentale che fisica: per un Pierich o un Bayehe in evidente imbarazzo fisico a cui si sono aggiunti gli acciacchi di Rodriguez, c’è il resto del gruppo che è chiamato ad una doppia missione: difendere fortissimo, anche al limite del fallo se necessario sulle punte avversarie che sono molto tecniche ma forse poco inclini al gioco duro (senza mai farsi prendere dallo sconforto come si è purtroppo visto a Forlì), ed eseguire con fiducia le azioni di attacco che l’allenatore deve aver preparato per questo match. Perché Dincic sarà anche l’ultimo arrivato, ma ha già capito tutto: Roseto non può permettersi di perdere questa partita.
Marco Rapone
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