DIONIGI E IL BRESCIA: SCOMMESSA PER DUE
Quando sei un allenatore disoccupato e, sul display del tuo telefono, vedi apparire il nome di Massimo Cellino è probabile che ti colgano due pensieri, simultanei e contrapposti: uno bello ed uno po’...
Quando sei un allenatore disoccupato e, sul display del tuo telefono, vedi apparire il nome di Massimo Cellino è probabile che ti colgano due pensieri, simultanei e contrapposti: uno bello ed uno po’ meno. “Mi sta per offrire la panchina della squadra” e “Chissà quanto resisterò”. Di solito, il primo prende comunque il sopravvento sul secondo e si dice sì: è pur sempre un’occasione. Figuriamoci per Davide Dionigi, da calciatore, attaccante da 130 gol in carriera, distribuiti con una quindicina di maglie, e da allenatore magrissime soddisfazioni e quattro esoneri consecutivi, fino all’ultimo, ad Ascoli, esploso via social nel furioso scambio di post su Facebook con il patron Pulcinelli lo scorso agosto (nonostante avesse acquisito il rinnovo automatico in caso di salvezza).
A Brescia, si sa, le cose vanno in un certo modo e, neppure in questi primi mesi della nuova stagione, Cellino ha saputo resistere a quell’irrefrenabile impulso di esonerare e ri-esonerare: via Del Neri, via Lopez e Dionigi si è ritrovato tra le mani, magari bollente ma la miglior patata della sua giovane storia da mister. La squadra è forte ma fino ad un paio di settimane fa un po’ troppo intermittente (almeno per le sempre alte aspettative del presidente): solo due vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte, le ultime due consecutive, quelle che hanno determinato l’ennesimo ribaltone.
Il nuovo allenatore ha imposto subito la legge del “sangue, sudore e gruppo”; gli interessa poco o nulla che si dica che il Brescia abbia Dessena, Bisoli, Torregrossa e Donnarumma, gli interessa, invece, che tutti diano fino all’ultima goccia di energia e, soprattutto, lo facciano l’uno per l’altro. Poi ci sono pure le strategie, le formule, il il 4-3-3- e il 3-5-2 (i due sistemi adottati finora).
Ed è così che ha ridato il sorriso a Cellino: sette punti in tre partite, decimo posto, la zona play off è ad un soffio. Ma lo sa Dionigi, lo sa bene e non è una frase fatta: “Non abbiamo ancora fatto nulla”. Soprattutto se il tuo presidente è uno che ha il telefono con una rubrica piena zeppa di nomi di allenatori.
*giornalista Sky Sport
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