Dirty soccer, sentenze entro la prossima settimana

13 Gennaio 2016

Nella tre giorni di udienze relative al processo avviato dalle indagini della Procura di Catanzaro è stata esaminata anche la posizione della società L'Aquila Calcio, per cui è stata chiesta una penalizzazione di 31 punti

ROMA. Con le ultime arringhe degli avvocati delle parti si è concluso oggi, innanzi al Tribunale federale nazionale della Figc, il dibattimento "Dirty Soccer" relativo alle indagini condotte dalla Procura di Catanzaro. Nei tre giorni di udienze, in tutto sono state esaminate le posizioni di 29 club e 52 soggetti ad essi riconducibili. Di questi, sono state stralciate quelle di Massimiliano Carluccio, Alessandro Magni e Gianmarco Ingrosso, mentre per quanto riguarda i club è stata separata la posizione del Barletta. Complessivamente, la Procura federale ha chiesto per le società un totale di 111 punti di penalizzazione (compresa la rettifica di 1 punto in meno per L'Aquila, che passa da -32 a -31, a causa di un errore di calcolo) e 471.100 euro di ammende. Tra club e soggetti deferiti, le richieste della procura ammontano a ben 3 milioni e 651.100 euro di multe e un totale di 189 anni e 2 mesi di condanna. Nell'udienza di stamane colpisce lo sfogo di Domenico Giampà, per il quale la Procura chiede la squalifica di 3 anni e 50 mila euro di ammenda per illecito nella presunta combine Barletta-Catanzaro del 1° aprile 2015: «Sono affranto per questa situazione - le parole del centrocampista giallorosso in lacrime - sono tifoso del Catanzaro e per tornarci sono sceso di due categorie e 30.000 euro. Quando sono arrivato ho promesso ai tifosi che avrei vinto il campionato, la mia carriera è basata sulla lealtà. Già quando ero indagato avevo vergogna, ora con questo illecito è un disonore. Non è giusto, io vivo per il calcio e credo nella giustizia, non si può fare di tutta l'erba un fascio».

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Il presidente del Tribunale, Sergio Artico, ha concluso l'ultima udienza di oggi ritirandosi così in camera di consiglio. Critica la situazione per L'Aquila, a causa delle presunte combine dell'ex collaboratore tecnico Ercole Di Nicola, già condannato nel processo estivo con la richiesta di radiazione. Il club abruzzese si è visto richiedere, per 11 "incolpazioni", la pena record di 31 punti di penalizzazione e l'ammenda di 205.000 euro. In caso di conferma di tali richieste, il club abruzzese da 23 punti finirebbe a -8 punti nell'attuale girone B di Lega Pro, con il rischio di retrocessione e conseguente fallimento della società. La speranza di uno sconto da parte dei giudici risiede nell'errore nei criteri di valutazione cambiati tra lunedì e ieri, ma difficilmente un conteggio più equo potrà riuscire a dimezzare la penalizzazione. Situazione critica anche per il Pro Patria: -20 è la richiesta della procura. Le sentenze sono attese per la prossima settimana.