Domani i 70 anni di Tardelli, l’urlo Mundial 1982
Da cameriere in albergo ai successi con la Juve e con la Nazionale. Poi allenatore e commentatore tv
ROMA . Nato terzino, tra i più forti al mondo a centrocampo. Oggi, nel calcio contemporaneo, Marco Tardelli - 70 anni domani - avrebbe potuto giocare probabilmente in qualsiasi settore del campo. Tre anni prima di passare alla Juventus, mosse i primi passi al Pisa dove, tra un allenamento e l’altro, arrotondava facendo il cameriere in un albergo, riservando il resto del tempo alle scuole serali. Acquistato dal Como per 130 milioni nel 1974, Tardelli segnò due gol in trentasei presenze in serie B convincendo la Juventus ad assicurarsi il suo cartellino (anticipando l’Inter). Cinque volte campione d’Italia con la Vecchia Signora, in maglia bianconera Tardelli vinse tutte e tre le principali competizioni Uefa per club: la Coppa Uefa (1976-77), la Coppa delle Coppe (1983-84), la Coppa dei Campioni (1984-95), oltre alla Supercoppa Europea (1984). Ad impreziosire il suo curriculum con i club anche due Coppe Italia (1978-1979, 1982-1983). La sua immagine è però tutt’oggi legata ad una delle esultanze più iconiche della storia del calcio: il celebre urlo che accompagnò la rete del 2-0 nella vittoriosa finale per 3-1 contro la Germania Ovest ai Mondiali 1982. Un grido liberatorio che fu anche il ritratto di un modo di essere: «Marco viveva molto sui nervi il suo rapporto con il calcio«, raccontò Dino Zoff.
Dopo il ritiro dell’eterno portiere azzurro, nel 1983, fu Tardelli ad ereditare la fascia di capitano della nazionale, indossata in nove occasioni. Una soddisfazione in più in una vita calcistica che continua ad impreziosirsi anche in tempi più recenti. Non solo per gli Europei under 21 (2000) e i Giochi del Mediterraneo (1997) vinti da ct diversi anni dopo la fine della carriera da calciatore (Inter e San Gallo le sue ultime squadre). Nel 2015 venne inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Veterano, mentre cinque anni più tardi fu tra i candidati nel Dream Team del Pallone d’oro nell’elenco dei migliori centrocampisti difensivi. Un po’ riduttivo per un calciatore che oggi potrebbe fare molto più di un solo ruolo. E che sdi diletta acommentare il calcio in tv.

