Dominio Virtus Lanciano ma quanti errori di mira

19 Ottobre 2014

Partita dominata dai frentani, il Perugia segna con Perea, replica Gatto

INVIATO A LANCIANO. Uno spreco, due punti gettati alle ortiche da una Virtus Lanciano convincente, ma affatto cinica. Addirittura, ha dovuto rincorrere nel risultato il Perugia in una partita che ha dominato in lungo e in largo. E’ già una beffa l’1-1, figurarsi se Gatto non si fosse inventato quel guizzo che ha indotto l’arbitro Ivano Pezzuto di Lecce a fischiare il rigore del pareggio. I rossoneri sono scesi all’ottavo posto in classifica, ma hanno dimostrato di aver acquisito personalità e carattere per potersela giocare alla pari con tutti. Nessuno escluso. E’ arrivato il quinto risultato utile consecutivo, non la terza vittoria di fila, quella che avrebbe attestato la Virtus nelle primissime posizioni. Un peccato, perché la squadra di D’Aversa ha fatto il bello e il cattivo tempo. Ha fatto e disfatto. Ha creato tante occasioni da rete, fallendone alcune in maniera incredibile. Una superiorità netta, complice anche un Perugia in formazione largamente rimaneggiata. Che è uscito dal Biondi con un punto senza sapere nemmeno come ha fatto tanti sono stati i pericoli scampati. Il tecnico pescarese Andrea Camplone, ex accolto bene dal pubblico di casa, ha fatto di necessità virtù. Predilige il 4-3-3 e il gioco votato all’attacco, ma nell’occasione ha schierato un 3-4-3 che ha badato essenzialmente a resistere agli assalti della Virtus sospinta dal calore del pubblico che ha confermato di essere un valore aggiunto. Un predominio netto, quello dei frentani. Le assenze dei vari Giacomazzi, Verre e Taddei hanno tolto qualità agli umbri, e così la Virtus Lanciano imprimendo ritmi alti al gioco e pressando gli avversari ha costretto il Perugia quasi sempre sulla difensiva, almeno nel primo tempo. Un 4-3-3, quello frentano, subito spumeggiante. Il colpo di testa di Gatto che ha mandato la palla sul palo esterno dopo nemmeno un minuto di gioco, ha fatto chiaramente intendere il trend della partita. Tanto possesso palla rossonero. E le occasioni migliori sono nate da calcio da fermo, sfruttando quello che è il marchio di fabbrica della Virtus. Il colpo di testa di Troest, solo in area, al 21’ è finito incredibilmente fuori con i tifosi pronti a esultare. Al 24’ ancora il Perugia in difficoltà: ancora un colpo di testa con Vastola che gira la palla di poco a lato da solo in area. Al 34’ assist di Gatto per Di Cecco che batte a rete a colpo sicuro, ma la palla termina fuori. E poi al 41’ Thiam che chiama il portiere alla deviazione in angolo. Un monologo. Nell’intervallo Camplone cambia due-terzi dell’attacco e nella ripresa il Perugia sembra più vivo. E alla prima occasione lascia il segno con Brayan Perea, il 21enne colombiano ex Primavera della Lazio, che sfrutta un assist dell’altro baby Parigini. Una doccia fredda sul Biondi. Anche sulla Virtus che sembra accusare il colpo. Impiega un po’ di tempo prima di reagire. D’Aversa manda in campo Cerri e Bacinovic per dare una scossa alla squadra. Al 21’ i tifosi esultano già quando Vastola batte a rete da posizione favorevole, ma la palla si stampa sulla traversa. Sembra un incubo. Ma al 23’ ecco l’episodio che fa (parzialmente) giustizia. Pallone lungo per Gatto, il portiere sembra in vantaggio, ma l’attaccante ci mette il piede, mandando fuori tempo Provedel convinto di prendere la sfera, ma in realtà costretto a falciare il rossonero. Dal dischetto lo stesso Gatto trasforma. Ma il pomeriggio del grande spreco non è finito. La ciliegina sulla torta degli errori di mira la pone Alberto Cerri, pescato da Mammarella su punizione, solo in area di rigore: il centravanti batte indisturbato da posizione favorevole, ma la palla finisce in curva. Finita? No, c’è il tempo per colpire il terzo legno di giornata, con Cerri di testa. Troppo, davvero troppo spreco, in un pomeriggio in cui i 3.500 spettatori del Biondi hanno visto del buon calcio grazie alla Virtus.

@roccocoletti1

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