Don Carmine tra fede e calcio, il parroco in 1ª categoria

In squadra con il Villavallelonga ci sono anche ragazzi musulmani: «Se serve li accompagno a pregare nella moschea di Avezzano. Abbiamo un bel rapporto»
VILLAVALLELONGA. Gol, corsa e... una tonaca. La gara è quella tra Vallelonga e New Team Pizzoli, valevole per il terzo turno del campionato di Prima categoria girone A. Per le statistiche l'incontro ha visto trionfare la New Team 2-5, ma nella ripresa il gol dei locali è stato firmato da Carmine Di Bernardo. Anzi, Don Carmine Di Bernardo, parroco della comunità di Villavallelonga. E' proprio il sacerdote trentacinquenne, di Celano, uno dei calciatori tesserati per la società del presidente Bruno Rosati e del tecnico Ulderico Cerasoli, che proprio domenica lo ha gettato nella mischia nel secondo tempo per cercare di recuperare lo svantaggio. L'impresa è riuscita solo in parte, perché il suo gol del 2-4 non è bastato a fini del risultato, ma non è questo che conta.
La storia di Don Carmine è quella di un ragazzo che inizia come tanti a giocare a calcio con i suoi amici nel cortile. Poi, la trafila nelle giovanili del Celano dove scala tutte le categorie fino ad arrivare in prima squadra: esordisce in coppa Italia di Eccellenza contro il Tagliacozzo, segnando anche un gol nella stagione 1999/2000; l'allenatore era Daniele Fanì. Successivamente, arriva l'esperienza nell'Aielli, per poi tornare a Celano nella stagione 2002/2003, l'anno in cui c’era in panchina Rinaldo Cifaldi e finì con la promozione in serie D. In quegli anni Don Carmine si è laureato anche in Scienze Motorie (triennale) all'università dell'Aquila, e si recava puntualmente agli allenamenti insieme a Damiano Zanon, oggi al Perugia, aquilano doc cresciuto calcisticamente nel Celano e consacrato da Zeman nell'anno della promozione in serie A del Pescara 2011/2012. Dopo altre due stagioni trascorse tra San Benedetto dei Marsi e Sportland Celano, si sono aperte le porte del seminario dove è rimasto per circa sette anni prima di essere ordinato sacerdote nel 2014.
Il primo "incarico" è stato quello nella parrocchia di Collelongo dove, dopo qualche anno di inattività, ha riassaporato il rettangolo di gioco con il Vallelonga, nato dalla fusione tra il Collelongo e il Villavallelonga. Classe 1982, è un terzino destro con licenza di spingere. «Mi piace correre sulla fascia. Ho iniziato da terzino destro, ma ho sempre avuto una propensione offensiva. Da sempre ho la passione per lo sport, e il calcio in particolare. Stare con i ragazzi e fare gruppo è bellissimo, ma, soprattutto, dare una mano alla comunità. Il calcio mi aiuta a non pensare ai problemi; una sorta di valvola di sfogo». Domenica ha provato a rimettere in sesto la sua squadra, senza però riuscirci: «Peccato per il risultato. Al gol mi sono caricato tantissimo e ho cercato di trasmettere il tutto ai miei compagni, ma alla fine è andata male. Ci rifaremo. Quest'anno abbiamo avuto qualche difficoltà nel riformare la squadra e abbiamo cominciato in ritardo la preparazione».
La settimana tipo di Don Carmine si alterna tra parrocchia e campo. «Cerco sempre di conciliare le due cose. Dopo la messa pomeridiana e gli impegni pastorali, prendo il mio borsone e vado ad allenarmi. Quest'anno sto cercando di essere più presente, anche perché in queste categorie bisogna allenarsi tanto per poter essere competitivi». E' una squadra multietnica il Vallelonga, dove ci sono anche quattro calciatori di religione musulmana che si trovano a meraviglia con lui: «C'è un grande rapporto di rispetto. Abbiamo accolto questi ragazzi tramite la Caritas parrocchiale e non c'è alcun tipo di conflitto. Pensate che a volte quando questi ragazzi non hanno il passaggio per gli allenamenti o per la moschea sono io ad accompagnarli e fare il viaggio insieme. Tempo fa uno di questi ragazzi ha perso la moglie in una strage del mare, mentre stava cercando di raggiungerlo qui in Italia, e insieme abbiamo passato un momento di preghiera nella moschea di Avezzano in sua memoria».
Tornando al calcio, il suo modello è il terzino brasiliano ex Roma e Milan Cafù, mentre la squadra del cuore è l'Inter.
Da quest'anno, dopo l'esperienza nelle parrocchie di Collelongo e Villavallelonga, il vescovo di Avezzano Pietro Santoro, gli ha affidato la sola parrocchia di Villavallelonga e il ruolo di direttore della Caritas Diocesana di Avezzano. Ora, impegni pastorali a parte, la prossima missione sarà quella di contribuire ad una salvezza tranquilla del suo Villavallelonga. Sempre con la fede nel cuore.
Riccardo Di Persio
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