DONNARUMBA, LA MUSICA DEL GOL
La rumba è un “ballo di origine sudamericana. La caratteristica principale di questo ballo è il movimento accelerato e dondolante dei ballerini”, rubo da Wikipedia. Pensate ad Alfredo Donnarumma,...
La rumba è un “ballo di origine sudamericana. La caratteristica principale di questo ballo è il movimento accelerato e dondolante dei ballerini”, rubo da Wikipedia. Pensate ad Alfredo Donnarumma, scambiate la seconda M del suo cognome con una B, pensate a come abbia lasciato il segno anche nella notte del Rigamonti contro lo Spezia e tutto torna: davanti alla porta è rapido, ritmico, musicale. È il ballerino del gol. Di lui abbiamo già scritto un paio di mesi fa quando questa sua strepitosa stagione aveva già dato segnali precisi e chiari. Oggi sta meritandosi titoli da Guinness dei primati. Mai nessuno, nell’era della B moderna, era riuscito a segnare tre triplette in una stagione (molti si erano fermati a due: Pazzini, Pettinari, Caracciolo, Tiribocchi, anche Del Piero nel 2006/07); per trovarne un altro, bisogna tornare al 1995 quando ci riuscì Roberto Murgita con il Vicenza. Soprattutto, nessuno negli ultimi settant’anni, era stato capace di segnare 18 gol in venti giornate di campionato. Paolo Rossi con il Vicenza 76/77, Vincenzo Montella con il Genoa 95/96, Nicola Caccia con il Piacenza 00/01 e Cristian Bucchi con il Modena 05/06 ne avevano realizzati 16 in venti gare. Anzi, lui li ha segnati in diciassette partite, quelle che ha giocato. Mostruoso. Ormai straordinariamente continuo, regolare, pienamente maturo ora che ha appena compiuto 28 anni, il ragazzo di Torre Annunziata, compagno di giochi, di sogni e con lo stesso ciuffo biondo di Ciro Immobile, è diventato grande per davvero. Grandissimo. «Questione di fiducia, soprattutto. La devo sentire intorno a me». Lo diceva a Teramo, lo ha ripetuto ad Empoli, lo sta ribadendo a Brescia. Lui al centro del progetto ma senza egoismi e basterebbe rileggere i numeri di Lapadula, Caputo e adesso Torregrossa: Alfredino segna e fa segnare. Un po’ a te e un po’ a me. E ci divertiamo tutti.
Ora che sta per incrociare il Pescara, più che il rimpianto (nell’estate del 2015 fece dieci giorni di ritiro con Oddo che poi preferì non puntare su di lui ma quella squadra vinse lo stesso), si accende la spia dell’allarme rosso perché quelli che si divertono meno sono i difensori avversari. Nessuno escluso. Ogni volta che segna fa la L con la mano, una dedica speciale per la moglie Luisa. Ogni volta che segna è come se partisse un giro di musica. “Permette questo ballo?”. Si chiama Donnarumba.
* giornalista Sky Sport
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