Donnarumma: scusate, ma volevo la B

Il bomber passato alla Salernitana: «La compattezza dei tifosi il ricordo più bello»
TERAMO. E' un'estate molto particolare per Alfredo Donnarumma. Il bomber campano ha iniziato a sudare con la maglia del Pescara, nel ritiro di Pizzoferrato, e ha proseguito con quella del Teramo prima di trasferirsi alla Salernitana due giorni fa (contratto triennale). Donnarumma, capocannoniere della scorsa Lega Pro con 23 reti, racconta al Centro il suo stato d'animo alla luce di ciò che è accaduto a Teramo.
Quanto fa male chiudere con la revoca della promozione in B la sua esperienza in biancorosso?
«Fa tanto male. E' stata una mazzata. Sembra un incubo. C'è amarezza e delusione per come è andata a finire. Ero tornato a metà luglio con fiducia, speranza e motivazione e invece...».
Quale ricordo porterà sempre con lei della tifoseria e della memorabile cavalcata verso la B?
«Dei tifosi del Teramo ricorderò la compattezza nella buona e nella cattiva sorte. Sabato scorso, mentre attendevamo la sentenza allo stadio, ci sono stati vicini fino all'ultimo. Della promozione, invece, conserverò tanti momenti belli e indelebili. La gara di Savona, al di là di quello che pensa la giustizia sportiva, è stata la firma sul capolavoro fatto in un anno intero».
Ma è vero che nel suo contratto c'era una clausula legata all'esito del processo?
«L'accordo conteneva una tutela sia per il giocatore che per la società, vista la differenza tra la B e una categoria inferiore. Quella di separarci, pertanto, è stata una scelta presa insieme e senza problemi dopo il giudizio d'appello».
La sua estate è iniziata al Pescara. E' deluso di come si è chiusa la sua parentesi in biancazzurro?
«No. Non ho nessun rimorso. Il mio unico pensiero, in quei giorni di ritiro, era tornare a Teramo, dove sapevo di essere apprezzato».
La scelta della Salernitana come è nata?
«I granata hanno sempre dimostrato di credere molto in me. Io volevo assolutamente restare in B e ho scelto una piazza di prestigio e ambiziosa. Arrivo a Salerno con qualche mese di ritardo, dopo il corteggiamento di gennaio (respinto da Donnarumma e dal Teramo, ndc)».
Ritrovare il tecnico Vincenzo Torrente, che già ha avuto a Gubbio, ha influito nella sua decisione?
«Sì, ha contribuito alla mia scelta. Il mister mi conosce ed è un vantaggio per me. Sa quello che posso fare».
E' pronto al debutto di domenica all'Arechi nel derby con l'Avellino?
«E' una partita importante ed è bello iniziare così la mia avventura con la maglia granata».
Torniamo al Teramo. Cosa si sente di dire alla società?
«Auguro tutto il bene di questo mondo. Il Teramo deve ripartire e deve provare a tornare dove merita. Porterò quei colori nel mio cuore per sempre».
E al presidente Campitelli cosa augura?
«Gli mando un grosso in bocca al lupo. E' un vincente e non merita quello che sta subendo adesso. Sono sicuro che saprà risollevarsi. Io lo aspetto in serie B».
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA

