Doping, Iannone squalificato per 4 anni

11 Novembre 2020

MotoGp, il Tas respinge il ricorso e condanna l’abruzzese a fermarsi fino alla fine del 2023. «Fa male, ma non mi arrendo»

ROMA. Appiedato per quattro anni, fino al 17 dicembre 2023. Per il vastese Andrea Iannone, oggi 31enne, può significare fine della carriera motociclistica. La stangata è arrivata dal Tas. Non ha convinto la tesi difensiva della carne contenente drostanolone (un anabolizzante), mangiata accidentalmente nel ristorante di un albergo di Sepang, a inizio novembre 2019, dove il pilota dell'Aprilia si trovava per il GP della Malesia. «Oggi ho subito la più grande ingiustizia che potessi ricevere. Mi hanno strappato il cuore» commenta Iannone. «Sapevo di affrontare i poteri forti, ma speravo nell’onestà intellettuale e nell’affermazione della giustizia. In questo momento soffro come di più non potrei. Ma chi ha cercato di distruggere la mia vita, presto capirà quanta forza ho dentro il cuore. La forza dell'innocenza e soprattutto la coscienza pulita. Una sentenza può modificare gli eventi, ma non l’uomo. Le motivazioni», aggiunge il pilota di Vasto, «sono prive di senso logico e con dati di fatto sbagliati. Per questo ci sarà luogo e tempo opportuni perché di certo non mi arrendo», ha promesso, ventilando il ricorso al tribunale civile elvetico.
Ai giudici di Losanna si erano rivolti sia il pilota, sia la Wada (Agenzia mondiale antidoping). Il primo perché riteneva ingiusta la squalifica di 18 mesi (fino al 16 giugno 2021) inflittagli il 31 marzo dalla Federazione internazionale, nonostante fosse stata riconosciuta l’assunzione colposa e non dolosa della sostanza vietata (doping per contaminazione). La Wada, al contrario, giudicava la sentenza troppo morbida rispetto ai quattro anni di squalifica richiesti. Iannone, sosteneva, non aveva dimostrato che la presenza del drostanolone era da imputare alla contaminazione della carne. Secondo i periti nominati dal Tas, si legge nella sentenza, Iannone non è riuscito a stabilire né il tipo preciso di carne che aveva consumato, né la sua origine. Nemmeno è stata dimostrata l’esistenza di un problema di contaminazione da drostanolone nella carne in Malesia. I giudici non escludono di per sé che la positività possa essere il risultato di un consumo di carne gonfiata con anabolizzanti, ma ritengono che la difesa «non ha potuto fornire alcuna prova convincente per stabilire che la violazione sia involontaria». Di conseguenza, l’hanno ritenuta «intenzionale ai fini delle norme antidoping applicabili».
Nell’udienza di metà ottobre Iannone era andato di persona in Svizzera per ribadire la propria innocenza, sottolineando la fedina penale pulita ed il fatto che nel motociclismo l’assunzione di anabolizzanti non porta alcun vantaggio. Elementi che però non gli hanno evitato la mazzata. L’Aprilia, che fin dall’inizio ha creduto nella buona fede di Iannone, ora deve cercare un sostituto. Pur evidenziando che «la decisione del Tas è dura» e «pare andare oltre quello che le carte lasciavano presagire», la casa di Noale, per bocca dell’ad Massimo Rivola, ha sottolineato che «le sentenze si rispettano e si accettano. Non siamo pentiti di essere rimasti vicini ad Andrea, ora però dobbiamo guardare avanti e trovare una soluzione di alto livello». Dovizioso e Jorge Lorenzo tra i possibili sostituti.
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