Doping, la Del Rosso rischia due anni di squalifica

La 44enne di Lettomanoppello in silenzio in attesa delle controanalisi. Meldonium vietato da gennaio
PESCARA. La notizia della positività al doping di Martina Del Rosso ha scosso l’ambiente podistico abruzzese. Un episodio strano in considerazione del contesto nel quale sarebbe maturato il caso di riscontro - ancora da accertare con le controanalisi - rappresentato da una gara podistica di rilevanza regionale e in una fase della carriera agonistica della 44enne atleta di Lettomanoppello non certo caratterizzata da obiettivi di grande ambizione, tali da rendere comprensibile un gesto del genere. Secondo le norme sportive antidoping del Coni, la Del Rosso rischia una squalifica di due anni, essendo il primo riscontro di violazione della norma antidoping nel quale è incorsa l’atleta. Inoltre, per quanto possa contare per il curriculum della stessa, le verrebbe annullata la vittoria del titolo regionale di mezza maratona conquistato ad Avezzano il 23 ottobre scorso, che passerebbe all’atleta seconda classificata, la marsicana Monia D’Alessandro. Qualora la Del Rosso riesca a dimostrare che l’assunzione non era tesa a incrementare la prestazione sportiva, la squalifica potrebbe essere sostituita da una nota di richiamo con biasimo. Come riportato nella notizia di ieri, la sostanza rilevata in sede di analisi è il Meldonium, farmaco inserito proprio all’inizio dell’anno tra quelli vietati dalla Wada (World Anti-Doping Agency) e abbastanza conosciuto per la prima vittima illustre alla quale è stato riscontrato, la tennista Maria Sharapova. E’ di solito usato per il trattamento dei casi di ischemia. In soggetti sani favorisce la circolazione del sangue, con conseguenti benefici per il trasporto di ossigeno ai tessuti muscolari. La notizia della positività ha turbato molto Martina Del Rosso che, sconvolta, preferisce non comunicare con l’esterno. Negli ultimi mesi non si allenava più a Pescara, dove ha svolto parte degli allenamenti di questa stagione, ma a Chieti. Anche la società di appartenenza, la Running Free Pescara, per il momento attende che la situazione sia chiarita.
Roberto Ragonese
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