Dopo il pari beffa a Mosca la Roma si consola con lo streap tease
ROMA. Dopo il pareggio beffa di martedì con il Cska in Champions, alcuni calciatori e dirigenti della Roma si sarebbero consolati trascorrendo due ore e mezza in un locale di striptease di Mosca. Lo...
ROMA. Dopo il pareggio beffa di martedì con il Cska in Champions, alcuni calciatori e dirigenti della Roma si sarebbero consolati trascorrendo due ore e mezza in un locale di striptease di Mosca. Lo rivela un tabloid online russo, Super.ru, sostenendo che i giallorossi sono stati colti da alcuni paparazzi ma hanno fatto loro cancellare alcune presunte immagini compromettenti.
Super.ru si limita quindi a pubblicare delle foto di giocatori della Roma all'ingresso di un locale a luci rosse moscovita: l'Egoist Gold. Verso le due di notte - scrive Super.ru - i romanisti sono usciti dalle loro camere nell'albergo Sheraton per prendere un taxi e fare una passeggiata nella celebre piazza Rossa, ai piedi del Cremlino. Dopo un po’ di selfie sullo sfondo della cattedrale di San Basilio e delle sue coloratissime cupole, una parte del gruppo di calciatori e dirigenti della Roma ha deciso di lasciare la piazza simbolo di Mosca per entrare nello strip club e «divertirsi come si deve», racconta il sito scandalistico. Alla comitiva non si è aggregato il capitano Francesco Totti. In alcune delle foto pubblicate si vede Marco Borriello all'ingresso del locale a luci rosse. De Rossi si è giustificato dicendo che «i miei compagni volevano visitare la piazza Rossa e poi hanno deciso di andare in quel locale».
De Sanctis cambia idea. «Avendo rivisto la partita, e in particolare l'azione che ha portato al pareggio del Cska, devo correggere il pensiero espresso subito dopo la gara ed assumermi precise responsabilità, dal momento che avrei potuto intuire che la palla sarebbe potuta passare e intervenire di conseguenza». Il portiere della Roma, Morgan De Sanctis, aggiusta il tiro, dopo essersi scagliato contro i giornalisti dopo il pari beffa a Mosca, dicendo «non mi tirate in mezzo in auella azione perché non c’entro nulla altrimenti mi arrabbio».

