Drudi: sosta salutare, aiuterà il Pescara a risalire la classifica

28 Maggio 2020

Il difensore ammette: «Eravamo in difficoltà per gli infortuni Con la rosa al completo ora possiamo invertire la rotta»

PESCARA. La paura è passata, bisogna concentrarsi sulla ripresa del campionato. Mirko Drudi crede nella rimonta del Pescara e indica la strada per risalire la classifica. I biancazzurri hanno tre punti di vantaggio sulla zona play out e prima dello stop forzato erano andati in crisi: appena 3 punti conquistati, una vittoria e ben 5 ko (15 gol subiti e 4 realizzati). Numeri preoccupanti che l’ex difensore del Cittadella intende cancellare insieme ai suoi compagni disputando un gran finale di stagione.
Drudi, giusto provare a ripartire?
«Guardando il lato economico e i danni che il virus ha causato non c’è altra soluzione. Nel calcio lavorano migliaia di persone e se tutti sono tornati al lavoro dobbiamo farlo anche noi, ovviamente con le dovute precauzioni. Sull’aspetto prettamente sportivo, mi sembra chiaro che portare a termine la stagione sia una forzatura».
Come ha vissuto il periodo di clausura?
«Con un po’ di ansia, mia madre lavora in un negozio di generi alimentari a Cervia e non si è mai fermata. Non nascondo di essermi preoccupato per lei, dal momento che non è più giovanissima e in Romagna la situazione era più complicata rispetto all’Abruzzo. Personalmente, sono rimasto chiuso in casa a Pescara con la mia compagna Chiara e nostro figlio Simone che compirà tre anni ad agosto. Per fortuna mi hanno raggiunto poco prima del lockdowm, altrimenti sarebbe stata dura resistere da solo».
Da fine giugno ad agosto sui campi, che torneo si aspetta?
«È un’incognita, a parte il Benevento che ha la serie A in tasca, si ripartirà da zero e tutte le squadre dovranno ritrovare al più presto la condizione fisica e l’identità. Farà caldo e dovremo disputare tanti match in pochi giorni, speriamo di non farci male. Il rischio c’è dopo un lunga fase di inattività e l’alto numero di infortunati in Bundesliga lo conferma. Inoltre, l'afa si farà sentire, non mi è mai capitato di giocare in estate».
La sosta è un bel vantaggio per il Pescara, non crede?
«Sì, bisogna essere onesti, abbiamo la possibilità di riordinare le idee e ricominciare in modo diverso. Con la rosa al completo potremo invertire la rotta. Prima dello stop eravamo in difficoltà e quando i risultati non arrivano si corre il rischio di perdere la fiducia e l’autostima, di finire in un circolo vizioso. Quest’anno non abbiamo trovato l’equilibrio e la continuità nelle prestazioni, i risultati sono stati troppo altalenanti, ma ora siamo pronti per dimostrare che il Pescara non è quello visto all’opera nelle ultime partite».
Dalla finale play off con il Cittadella alla lotta per evitare i play out. Si è mai pentito di aver scelto il Delfino?
«No, in Veneto ho vissuto una stagione indimenticabile, sono stato bene e ringrazierò per sempre i dirigenti, i tecnici e i compagni, tuttavia, se tornassi indietro rifarei la stessa scelta. Pescara è una piazza importante, una città bellissima e un club ambizioso. Certo, sono sincero, pensavo di disputare un campionato diverso perché abbiamo una rosa in grado di lottare tranquillamente per i play off. La speranza di tornare in corsa c’è sempre, però è chiaro che prima bisogna tirarsi fuori dalla zona rossa».
Tra i lungodegenti che rientreranno su chi scommette?
«Pucciarelli è un lusso per la B, Tumminello aveva iniziato alla grande la stagione e Balzano è un altro elemento di spessore ed esperienza. Tutti ci daranno una mano».
Tiene banco la riduzione degli stipendi. Il suo contratto scadrà tra un anno: verrà prolungato?
«A breve troveremo un accordo sui tagli, non ci saranno problemi. Per quanto mi riguarda, vorrei restare il più a lungo possibile qui, ma prima finiamo bene questo campionato, poi parleremo del futuro».
Giovanni Tontodonati
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