Dybala stende il Milan E la Juve continua a salire

22 Novembre 2015

L’argentino decisivo regala la terza vittoria consecutiva e il sesto posto

TORINO. Missione compiuta per la Juventus: Milan scavalcato con l'1-0, un altro gol di Dybala, e sesto posto (quinto in fatto di punti) in classifica, rosicchiando due punti alla Roma.

Ma è stato uno degli Juve-Milan più scialbi della storia, con due squadre ancora lontane, nel gioco, dalle prime della classe. Sulle tribune qualche piccolo vuoto tra i 41 mila posti, malgrado il tutto esaurito, tanti applausi e commozione sulle note della Marsigliese, cantata da Pogba, Evra, Niang e Mexes. La rincorsa bianconera, comunque, è proseguita: terzo successo consecutivo in campionato, nessun gol incassato e poche occasioni concesse agli avversari.

Milan bocciato ancora una volta, invece: poco coraggio e poca personalità nel gioco ed un 4-3-3 che ha fatto poca paura. Nei primi 45' Juventus e Milan hanno fatto poco per superarsi: molto possesso di palla ma poca brillantezza dei bianconeri, gioco di rimessa ma senza acuti per i rossoneri, anche se Bacca ha sempre obbligato i difensori di Allegri alla massima applicazione. Juventus senza Khedira, bloccato all'ultimo da un problema muscolare alla coscia destra, schierata nel 4-3-1-2 con Sturaro al posto del tedesco, ma anche Morata e Cuadrado in panchina e Mandzukic a far coppia con Dybala. Nessuna sorpresa invece nell'undici rossonero, con l'annunciato tridente Cerci-Bacca-Niang. Il primo vero sussulto è stato un tiro da fuori area di Marchisio (26'), bloccato con sicurezza da Donnarumma, la prima autentica palla-gol per il Milan: lancio smarcante di Bonaventura per Cerci, ma l'ex granata, anziché tirare, ha preferito l'appoggio a centro area, dove tuttavia non c'era neppure l'ombra di un compagno. La Juventus ha pareggiato il conto delle occasioni al 40': gran tiro di Hernanes, deviazione di Bonaventura e reazione da campione di Donnarumma – applaudito dall'altra area anche dal maestro Buffon, festeggiato dopo il traguardo dei 20 anni in serie A – con palla in angolo. Zero-zero, quindi, a metà partita, con un ammonito per parte (Sturaro e Kucka), molti errori e sbadigli sulle tribune. Per la Juventus anche un cambio obbligato: Alex Sandro in campo alla mezz'ora al posto dell'acciaccato Evra (botta a una caviglia). Allegri ha perso anche Hernanes – ennesimo problema muscolare – e nel secondo tempo è costretto a cambiare modulo, passando al 3-5-2 con Barzagli-Bonucci e Chiellini in difesa. La prima azione brillante è stata del Milan: angolo d Cerci, testa di Kucka, ma la girata è finita sul fondo. Poi la Juventus è cresciuta: un destro di Pogba (16') ha annunciato il gol del vantaggio, bellissimo nella costruzione e nella conclusione: passaggio-capolavoro di Pogba verso Alex Sandro, grande assist smarcante e controllo e potente sinistro di Dybala, ancora lui, che mette alle spalle di Donnarumma. Un’azione tutta di prima e lo Stadium esplode. Poco Milan e la Juve potrebbe raddoppiare e dilagare. Un destro di Dybala, parato in tuffo da Donnarumma, e un tentativo in scivolata di Sturaro. Come, però, ha abituato Allegri finora, fa finire in affanno la Juve. Soprattutto quando un inconcludente Mandzukic fallisce goffamente il 2-0 con un sinistro ciabattato, prima dell’ultima chance rossonera: sinistro di Cerci, ma Buffon, sempre pronto e reattivo, salva la porta all’ultimo secondo.

Manchester City ko. Per la Juve è già Champions e mercoledì affronterà il Manchester City, che in Premier è stato travolto in casa (1-4) dal Liverpool di Klopp. In testa il sorprendente Leicester di Claudio Ranieri.