E alla fine tutti contro tutti Del Fabro esce sanguinante

28 Febbraio 2016

Tensione al triplice fischio di Pinzani: la causa è un pallone tirato in curva Il difensore finisce in ospedale, ma potrebbe essere colpa di uno scontro di gioco

PESCARA. Un finale indecoroso rovina un derby emozionante. Il pubblico avrebbe rinunciato volentieri a quel parapiglia che scoppia dopo il triplice fischio dell’arbitro Pinzani. Una lunga serie di spintoni, offese, strattonate e qualche colpo proibito. Dario Del Fabro esce sanguinante dal campo. E’ infuriato. Nel post-partita il difensore dell’Ascoli va insieme a un dirigente all’ospedale Mazzoni nel capoluogo piceno per ricevere le cure (sospetta frattura al naso). Secondo alcune indiscrezioni, l’ex biancazzurro (1 presenza in Coppa Italia nella passata stagione) avrebbe già pronta una denuncia per lesioni verso qualche giocatore del Pescara. Le immagini non aiutano a individuare il colpevole e tra i partecipanti alla gazzarra non c’è nessuno disposto a chiarire la vicenda. In ogni caso Del Fabro esce dal campo sanguinante e rientra negli spogliatoi arrabbiatissimo. Ma, anche vedendo le immagini, non è da escludere che il colpo ricevuto in faccia sia dovuto a uno scontro di gioco negli ultimi istanti della gara. Per sedare definitivamente il trambusto intervengono gli steward che a fatica riescono a riportare la calma. Il motivo del caos? Pare un pallone scagliato con forza da un giocatore dell’Ascoli verso la curva Nord dopo la traversa di Zampano e il successivo fischio finale dell’arbitro. Un atto interpretato come un gesto di sfida. Come quello di Jankto che festeggia la rete del vantaggio con un’esultanza irriverente sotto il settore Distinti. L’arbitro Pinzani se ne accorge e lo ammonisce. Tuttavia, fino all’espulsione di Milanovic (71’) il match è abbastanza corretto, invece da quel momento gli animi si accendono e alla fine in totale Pinzani tira fuori otto cartellini gialli e due rossi. Il direttore di gara avrebbe preferito un ritorno più “morbido” all’Adriatico, visto che proprio nello stadio pescarese si ruppe il tendine d’Achille durante la gara Pescara-Carpi rischiando di chiudere in anticipo la carriera. Ora bisognerà attendere la decisione del giudice sportivo che analizzerà il suo referto. Comunque sia, il presidente del Pescara cerca di minimizzare il brutto epilogo. «Non so se per colpa del pallone scagliato in curva», afferma Daniele Sebastiani che si è prodigato per calmare gli animi, «si sia scatenato il parapiglia, ma è sotto gli occhi di tutti che dal primo all’ultimo minuto i calciatori dell’Ascoli abbiano assunto un atteggiamento provocatorio nei nostri confronti. Soprattutto Lapadula è stato continuamente stuzzicato, forse per le ruggini della passata stagione quando giocava con il Teramo. Comunque, non è accaduto niente di grave. Di sicuro c’era nervosismo in campo per l’importanza della posta in palio». Sul risultato pesano un primo tempo deludente. «Ho sempre detto», spiega il presidente, «che in serie B non ci sono partite facili. Bisognava giocare con la stessa cattiveria agonistica mostrata a Cagliari, invece siamo entrati in campo distratti». I punti di ritardo dal Crotone salgono a 10. «È una distanza ampia, guardiamo a noi stessi e alla fine faremo i conti». Fa discutere l’esclusione di Cocco che è l’acquisto più costoso di questa stagione. «Evidentemente in settimana Oddo non lo ha visto in forma. Anche Sforzini fu un’operazione costosa, ma dove c’è grande concorrenza esiste il rischio di rimanere fuori». Animi surriscaldati in sala stampa dove i cronisti pescaresi intervengono per interrompere un’accesa discussione tra due giornalisti di Ascoli, ma finiscono per essere coinvolti. Anche in questo caso gli steward ristabiliscono l’ordine. E pensare che doveva essere un pomeriggio tranquillo con il divieto di trasferta imposto ai tifosi bianconeri…

Giovanni Tontodonati

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