...e chi scende

31 Ottobre 2014

PESCARA. Di solito l’ossatura di una squadra si poggia su tre elementi cardine (oltre al portiere): un difensore centrale, un regista ed un attaccante. Attori fondamentali affinché i meccanismi...

PESCARA. Di solito l’ossatura di una squadra si poggia su tre elementi cardine (oltre al portiere): un difensore centrale, un regista ed un attaccante. Attori fondamentali affinché i meccanismi funzionino alla perfezione. Ebbene, anche i dirigenti pescaresi insieme a Baroni avevano prestato una forte attenzione a questo tema, ma a parte il centravanti (bene sia Maniero che Melchiorri), negli altri due ruoli sono emersi problemi di non poco conto. In difesa Emanuele Pesoli doveva essere il leader di un reparto composto da numerosi giovani. Tra i centrali biancazzurri, infatti, eccetto l’ex varesino nessuno ha più di 23 anni (l’età di Salamon, uno in meno ne hanno Cosic e Zuparic, 19 Boldor). Purtroppo le prestazioni del 34enne di Anagni non sono state molto fortunate e gli errori commessi hanno spinto Baroni a lasciarlo fuori dalla formazione titolare. Dopo quelli contro il Cittadella e la Ternana, il 28 settembre a Catania gli era stata data un’altra chance: andò male anche in quella circostanza e l’esclusione fu inevitabile. Ad onor del vero, va detto che gli sbandamenti della difesa non sono dipesi solo dalla cattive performance di Pesoli (tutti a giro hanno più o meno steccato), piuttosto ora la grave lacuna è l’assenza di un uomo capace di guidare i compagni. Dalla gara di Catania Pesoli non ha più rimesso piede in campo e martedì a Bari è stato anche espulso dalla panchina per proteste. Un’eccessiva lamentela punita dall’arbitro, ma apprezzata da qualche osservatore che ha visto in quel gesto un forte coinvolgimento del buon Emanuele. Di sicuro il vero Pesoli (187 presenze e 9 gol in B) non è quello visto finora a Pescara, uno così deve essere per forza la sua controfigura: c’è tempo per rimediare. L’altra delusione è Gabriel Appelt Pires, 9 presenze e 730 minuti giocati. A lui Baroni ha affidato le chiavi del centrocampo, almeno in attesa del ritorno di Gaston Brugman, ma il brasiliano si è espresso al di sotto delle sue potenzialità. A Bari è finito fuori dall’undici iniziale, l’allenatore gli ha preferito Memushaj in quella posizione. L’ex juventino, discreta tecnica e buona visione di gioco, ha un ritmo troppo compassato e finora non ha convinto. È possibile che i seri infortuni del recente passato (frattura del perone sinistro nel 2012, di quello destro l’anno scorso) abbiano condizionato il suo rendimento. (g.t.)

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