E Giulio oggi ci crede: «Il calore dei tifosi abruzzesi mi esalta»
Quando la strada inizia a salire il sorriso a trentadue denti gli esce spontaneo e se poi la strada che sale è nel suo Abruzzo allora state certi che sta preparando qualcosa di speciale. E anche se...
Quando la strada inizia a salire il sorriso a trentadue denti gli esce spontaneo e se poi la strada che sale è nel suo Abruzzo allora state certi che sta preparando qualcosa di speciale. E anche se nelle sue parole non traspare la voglia di attaccare a tutti i costi ( «Campo Felice? Come ho sempre detto vivo alla giornata»), Giulio Ciccone in cuor suo sogna in grande. I primi 150 km sono ordinaria amministrazione per uno scalatore come lui poi dopo la rotatoria della Brecciara arrivano le pendenze importanti prima del finale sterrato a lui tanto caro nel Tour del 2019. «Non so se può essere un vantaggio per me quel tipo di finale, di sicuro io mi sento bene. Quando si arriva in Abruzzo so di avere una responsabilità particolare. Il calore dei miei tifosi mi esalta, vediamo cosa succede. L’arrivo è particolare con quasi 2 km di sterrato messi al termine di una salita. Io capitano? Lo ho detto più volte mi sento un jolly nella squadra e cerco sempre di essere utile. Devo vivere alla giornata anche se non nascondo che l’aria di casa mi fa sognare una grande impresa. Come immagino la tappa? Devo essere bravo a farmi trovare pronto nelle prime posizioni nel finale e poi vedremo. Ma ripeto mi sento molto bene e questo mi fa stare tranquillo». E Giulio oggi non sarà solo: la “curva Ciccone” gremita sulla salita della Colonnetta si sposterà in alta quota un pò come successe nel 2018 a Campo Imperatore quando Giulio scattò prima di essere ripreso a pochi metri dall’arrivo con la volata vincente di Simon Yates. Era il Giro di Froome che sbocciò sullo Zoncolan, il gigante che verrà scalato (da un altro versante) anche in questa edizione. E Ciccone lo ha già messo nel mirino ma prima c’è la tappa di oggi. (e.g.)

