E' IL GIOCO DELL'OCA: UN ALTRO PASSO INDIETRO

22 Dicembre 2014

C'è poco da fare, ormai è un calcio alla rovescia. Zeman, integralista del calcio totale e spettacolare affronta la Juve con quattro difensori centrali e con un 4-4-2 per lui del tutto inedito e...

C'è poco da fare, ormai è un calcio alla rovescia. Zeman, integralista del calcio totale e spettacolare affronta la Juve con quattro difensori centrali e con un 4-4-2 per lui del tutto inedito e impensabile, il Pescara riesce a complicarsi la vita e a sparire di scena tutte le volte che si ritrova a giocare in superiorità numerica, con il terzo attacco della B e con la coppia di bomber più forte del campionato (17 gol in tandem di Maniero e Melchiorri) infila una prestazione più brutta dell'altra, al quarto posto della classifica di B c'è l'Avellino che è da qualche settimana la vera espressione dell'anticalcio, a Perugia contestano Camplone, che ha dato spettacolo a Trapani e ha poi messo sotto i biancazzurri giocando in 10 contro 11, perché schiera una squadra troppo offensiva! Giusto l'esatto contrario di quello che invece vorrebbero i tifosi del Pescara, costretti da tre anni a subire, il più delle volte, spettacoli indecenti.

I seimila presenti (abbonati compresi) all'ultima gara interna sono più di un campanello d'allarme, di questo passo vedremo un Adriatico sempre più deserto, con un effetto fuga che nasce dalle prestazioni scadenti, a volte irritanti, piuttosto che dalla precaria situazione di classifica. Non piace l'atteggiamento della squadra che, nonostante l'impegno, sembra costantemente col freno a mano, non piacciono le scelte di Baroni che, a fronte dei ripetuti tentativi, non riesce a conciliare per una partita intera equilibrio tattico con la necessaria capacità di mettere in difficoltà l'avversario di turno. La luce, per la verità, si è accesa a intermittenza in vari momenti della stagione ma, puntualmente, è subito diventata fioca fino a sparire.

È successo a fine estate fino al rovescio col Bologna con Lazzari nel tridente al posto di una punta, ci si è illusi di nuovo a novembre dopo gli acuti con Brescia e Frosinone (senza Bjarnason e senza Cosic terzino), non ha avuto seguito felice nemmeno l'impresa di Vercelli che pure aveva dato i segnali più importanti con una formazione improvvisata ma piena zeppa di giovani di qualità (Da Silva) e di sostanza (Vitturini e Selasi). Il Pescara così, a due turni dalla fine dell'andata, resta un cantiere aperto con i lavori che vanno avanti sempre più a rilento nonostante l'abbondanza di manodopera, anche qualificata. 32 giocatori in organico e pochissime certezze: se non è calcio alla rovescia questo…

©RIPRODUZIONE RISERVATA