E in piazza sono tutti per Ciccone. «Che emozione»

Il corridore teatino è il più acclamato: «Per me inizia un altro Giro e proverò a vincere qualche tappa»
PESCARA. Piazza Salotto, a Pescara, è tutta per lui. Le delusioni del Blockhaus e l’addio al sogno maglia rosa passano in secondo piano e Giulio Ciccone è sommerso dall’affetto dei suoi tifosi. Applausi, striscioni e caccia alla foto: il corridore abruzzese di Brecciarola ricambia con un sorriso che non era facile da strappare dopo il Blockahus e promette il massimo impegno fino al traguardo di Verona. «Ora per me inizia un altro Giro», ha detto Ciccone prima della partenza da Pescara, «perché non ho più ambizioni di classifica. Sapevamo bene con lo staff che dopo le problematiche avute prima del Giro avevo il 50% di possibilità di andare bene, ma anche il 50% di saltare. Purtroppo è andata male». Inizia un altro Giro, ok. Ma con quali obiettivi? Ciccone ha le idee chiare. «Abbiamo Juan Pedro Lopez in maglia rosa e io farò di tutto per aiutarlo perché sta veramente bene. Poi cercherò di levarmi qualche soddisfazione personale nelle tappe adatte alle mie caratteristiche. Certo, se ripenso al Blockhaus e a quanto ci tenevo a far bene è davvero un peccato aver avuto una giornata storta, ma ora devo guardare avanti». E quali sono le tappe che potrebbe puntare Ciccone? La terza settimana è davvero impegnativa e, sulla carta, le prime due frazioni adatte al corridore teatino sono quella di domenica, con arrivo a Cogne, e quella di martedì, quando si scalerà il Mortirolo (dal versante più morbido) prima di arrivare all’Aprica. Ciccone poi commenta l’affetto del pubblico visibilmente commosso. «È stata dura sul Blockhaus e nonostante tutto la mia gente è qui ad applaudirmi. Io a loro non posso far altro che dire grazie. Sono emozionato». Ciccone saluta tutti, uno striscione di un bimbo dice “Giulio ti voglio bene”: impossibile non fermarsi per una foto. Poi tutti incolonnati per il via, ancora emozioni fino al km 0 e poi inizia la corsa verso Jesi. Tappa tranquilla? No, perché si va a tutta nel finale e con Van Der Poel c’è proprio Ciccone in fuga a 5 km dall’arrivo. Ma oggi era la giornata di Girmay e il tentativo di Jesi è solo una prova per le montagne. A patto che la condizione sia quella buona e che la squadra dia il via libera per cercare una vittoria. Con Lopez in rosa non è così scontato. (en.gi.)

