E Plizzari deve conquistare il boemo

Il portiere si trascina ancora il peso della sfiducia del tecnico nei play off di giugno
PESCARA. Conquistare la fiducia di Zeman. E’ questa la missione di Alessandro Plizzari, il prescelto per la maglia da titolare tra i pali del Pescara. Ma sarà davvero così? Ad oggi, Zeman non può certo sorridere. Alla prima partita vera della stagione, Plizzari ha messo in fila qualche incertezza di troppo, incassando sei gol dalla Reggiana. E il suo rivale per il posto, il giovane sardo Ciocci, contro il Pineto ha destato più di una perplessità. Che fare? Al momento il ritorno sul mercato non è stato messo in previsione dalla società, così come un addio del 23enne di Crema, sondato alcune settimane fa da Ternana e Ascoli. Le prestazioni poco convincenti dei portieri biancazzurri vengono collegate alle fatiche degli allenamenti dell’ultimo periodo: anche loro, infatti, assieme ai giocatori di movimento, svolgono interamente le sedute atletiche con il resto della squadra, prima di dedicarsi al lavoro specifico. Questo spiegherebbe, almeno in parte, la poca brillantezza dell’ex numero uno della cantera del Milan domenica scorsa a Fiorenzuola. Ma può bastare per stare tranquilli? Evidentemente, no. Plizzari, infatti, ha ricominciato la nuova stagione portandosi sulle spalle il peso della “sfiducia” delle ultime partite di quella passata, quando Zeman – dall’intervallo della doppia sfida play off contro il Foggia – si affidò al 20enne D’Aniello, lasciando fuori il titolare (35 presenze totali a fine anno). Anche ai rigori decisivi della semifinale di ritorno. Un chiaro segnale, che adesso lo stesso Plizzari deve mettersi alle spalle. Non è un portiere zemaniano, questo si sa, ma deve diventarlo in fretta, prima che la società sia costretta a fare un’altra operazione in entrata nel ruolo. Al boemo piacciono i numeri uno capaci di giocare il pallone con i piedi, bravi anche a seguire il gioco offensivo della squadra e a stare, quindi, alti, spesso ai limiti dell’area di rigore, pronti ad intervenire in caso di contropiede avversario. Un po’ a guardia dei pali, un po’ ultimo baluardo della difesa in campo, un po’ “play”, bravo anche a lanciare i compagni in verticale per arrivare rapidamente in zona d’attacco. Nel 2011/2012 Luca Anania rispettava questi parametri al cento per cento. A Plizzari il compito di ripetere le gesta del suo predecessore della prima zemanlandia. (o.d’a.)
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