E’ un altro Pescara e il pari sa di beffa

19 Marzo 2018

Sull’orlo del baratro i biancazzurri sfoderano una bella prestazione: spettacolare gol di Brugman, l’Avellino acciuffa due volte il Delfino

Sull’orlo del baratro, il Pescara ha trovato il modo di rimettersi in carreggiata con un pareggio che, però, sa di beffa. Due volte in vantaggio e due volte raggiunto dall’Avellino nel posticipo della 31ª giornata di serie B. Un pareggio per spezzare la serie di tre sconfitte di fila, un punto per ripartire e tenersi alle spalle gli irpini. Resta il rimpianto per una vittoria, che sarebbe stata meritata, sfuggita di mano quando ormai la gara sembrava in controllo. Ma resta, soprattutto, la buona prestazione. Roba da stropicciarsi gli occhi: non solo per lo splendido gol di Brugman, quanto per la prova dei biancazzurri, ordinata ed efficace. Una squadra trasformata, rispetto alle ultime esibizione. Piacevolmente irriconoscibile, capace di giocare un calcio gradevole, di mettere sotto l’Avellino sul piano della manovra. Si tratta di una svolta, forse della stagione. Lo è sicuramente per la gestione di Massimo Epifani che dopo la falsa partenza (due sconfitte in altrettante gare) ha trovato il modo di ricompattare il gruppo, di darle un’idea di gioco. E, soprattutto, carattere. Ha arrestato la caduta ed è la risposta che il popolo biancazzurro voleva. In più c’è la prestazione che fa ben sperare in vista della partita di domenica (ore 15) contro la capolista Empoli, all’Adriatico-Cornacchia, e delle trasferte di Brescia e Palermo. Giocare una buona gara nella situazione di classifica del Pescara non era cosa facile. I biancazzurri hanno vinto la paura, facendo leva su un assetto, il 5-3-2, che ha dato loro sicurezza, vuoi perché i laterali Balzano e Crescenzi hanno interpretato bene il ruolo, vuoi perché lì davanti Mancuso, in coppia con Pettinari, ha tenuto sempre sul chi va là la retroguardia biancoverde. A centrocampo, poi, Brugman è parso a suo agio con due corridori al fianco come Valzania e Coulibaly. Insomma, un Pescara tonico. Che è partito forte prima, all’8’, colpendo il palo di testa con Mancuso e poi, al 13’, sbloccando il risultato con una perla di Brugman. Roba da Oscar per il miglior gol della stagione. Un rinvio in uscita nella propria metà campo del portiere Lezzerini, la palla che termina sui piedi dell’uruguaiano: un primo controllo e poi, dalla mezza luna della propria metà campo il pallonetto di destro che va a gonfiare il sacco. Oltre cinquanta metri di delizia calcistica. Roba da fuoriclasse, una perla che solo Brugman poteva regalare. Questa magia ha dato convinzione e autostima alla squadra che ha sofferto (bravo Fiorillo su Kresic al 20’), ma che ha continuato a macinare gioco. Prima dell’intervallo ancora Fiorillo con un piede ha detto no a Di Tacchio dal limite. Nella ripresa ancora i biancazzurri, ma nel momento migliore (Valzania al 4’ fallisce lo 0-2) ecco il “rigorino” generoso che al Partenio-Lombardi non può mancare. Al 13’ il casalingo Minelli ha punito con il penalty il tocco di mano (ravvicinato) di Perrotta su tiro di Rizzato. E Castaldo dal dischetto ha battuto Fiorillo. Il Pescara non ha accusato il colpo, ha continuato a giocare e la sua personalità è stata premiata dall’incursione di Valzania che ha messo su un piatto d’argento a Mancuso la palla dell’1-2, al 27’. Anche in questo caso partita in controllo. Ma la beffa è dietro l’angolo: il destro del 2-2 di Di Tacchio dal limite, al 41’, è un’ingiustizia per un Pescara ha dimostrato di aver invertito la rotta. E che avrebbe meritato la vittoria.
@rocccoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA