Eccellenza, l’Angolana è la più in forma

Per i nerazzurri 4 vittorie in 4 gare da quando è arrivato il nuovo tecnico Savini
LANCIANO. Tanto rumore per nulla. Al successo di misura ottenuto a Montorio al Vomano dalla capolista Vastese, impostasi grazie ad un rigore assai contestato dai padroni di casa, hanno fatto seguito le affermazioni delle più immediate inseguitrici: Paterno e Pineto. Che aggiudicandosi le sfide contro le pericolanti Celano e Acqua Sapone, hanno lasciato invariati i rispettivi distacchi dalla vetta. Che, nel caso dei marsicani, attardati di tre lunghezze, lasciano ancora intatte le speranze circa un eventuale aggancio, sicuramente più complicato per l’undici di mister Donatelli, complice il -10 attuale. Stesso discorso per le altre squadre, che dai 33 punti del Martinsicuro, quarta forza del girone, sino ai 26 dell’Alba Adriatica, hanno tutte le carte in regola per un posto nei playoff. Nel gruppone figurano pure San Salvo ed RC Angolana, anche se l’undici di Danilo Rufini merita un discorso a parte. Con ben 14 punti di differenza da colmare rispetto alla Vastese, i biancazzurri puntano tutte le loro residue speranze, in chiave promozione, sulla fase nazionale della Coppa Italia. Che da febbraio prossimo li vedrà esordire, nel primo turno ad eliminazione diretta, contro i parigrado del Molise, il cui nome è ancora da stabilire però, dato che da quelle parti devono essere addirittura disputate (il 20 gennaio prossimo) le gare di ritorno delle semifinali.
Quanto alla RC Angolana, quella nerazzurra è, numeri alla mano, la compagine in assoluto più in forma del momento. Merito, questo, da ascrivere senza dubbio alla nuova gestione tecnica. Affidata, ai primi di dicembre, all’ex trainer del Villa 2015, Paolo Savini. Da quel momento in poi, infatti, sono state solo vittorie per Di Camillo e soci: precisamente quattro su altrettante partite disputate, alcune delle quali, come ad esempio a Pescina (contro il Paterno) o proprio domenica scorsa, col Morro d’Oro, al cospetto di avversari di alto rango. A riprova di una ritrovata regolarità: d’intenti e di risultati, che hanno smorzato sul nascere il clima elettrico (tra società e parte della piazza) che stava caratterizzando un girone di andata sino ad allora inferiore alle attese. «Non è cambiato nulla», spiega il suo ds Andrea Masciangelo, uno dei bersagli preferiti dai contestatori, «nel senso che le operazioni fatte in estate erano, a mio avviso, le migliori possibili. Semmai è girato il vento, che ora spira a nostro favore, e ha sbloccato psicologicamente un organico, tra i più attrezzati del girone, che col recupero fisico di Lalli, fondamentale per noi in avanti, e qualche piccolo aggiustamento dicembrino, ha portato agli attuali risultati. E poi, ovviamente», conclude Masciangelo, «c’è Savini, la cui scelta non è casuale. Nel momento in cui si è optato per il cambio, ho subito pensato a lui, che considero l’allenatore ideale per questa categoria. Una sorta di “normalizzatore”, capace in poco tempo di ridare fiducia ai ragazzi, creando di fatto i presupposti per una risalita che spero prosegua anche nelle prossime settimane».
Da segnalare, infine, il successo (secondo di fila) assai prezioso, in chiave salvezza, ottenuto dal Francavilla sul campo della rivale diretta Val di Sangro. Che al pari del Montorio 88, ha qualcosa da ridire circa l’arbitraggio. «È dura tacere», si sfoga il presidente sangrino Francesco Rucci, «quando taluni episodi si ripetono con una certa frequenza. È capitato anche stavolta e pur non amando fare polemiche, mi tocca constatare come il nostro lavoro, già di per sè difficile, rischi di essere vanificato da direzioni di gara non all’altezza, come quella di domenica».
Stefano De Cristofaro
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