Ecco Gomis: reattività e sfrontatezza

Il senegalese è il primo di tre fratelli: Alfred para con la Spal e Maurice a Siracusa
TERAMO. Nelle prossime ore il Teramo conoscerà la data del debutto nella fase eliminatoria di coppa Italia. I biancorossi, inseriti nel girone H insieme al Rieti e alla Fermana, potrebbero giocare la prima gara ufficiale della stagione, in base al turno di riposo, o domenica o in quella successiva (12 agosto). In attesa che la Lega renda noto il calendario di coppa Italia, la squadra di Giovanni Zichella affronta oggi un altro impegno di precampionato. Stasera (ore 20, stadio Bonolis) il Diavolo scende in campo in un triangolare contro Torrese e Mutignano dedicato alla memoria di Mirko Mazzagatti, ex giocatore e vice allenatore del Teramo scomparso prematuramente lo scorso maggio e che proprio oggi avrebbe compiuto 50 anni. Il triangolare ha anche uno scopo benefico: l'incasso di stasera (il costo del biglietto è di 5 euro) sarà devoluto al centro di ricerca Benito Stirpe del Centro di Medicina dello Sport del Policlinico Gemelli di Roma, che si occupa degli studi sulle malattie genetiche cardiache e delle cause di morti improvvise nello sport. Sul fronte mercato, la dirigenza biancorossa è concentrata soprattutto sulle uscite. Le pedine da spostare sono diverse e le possibilità di una loro partenza possono aumentare o diminuire a seconda delle opportunità che si vengono a creare. Al momento, i giocatori con più chance di lasciare il Teramo sembrano essere Tulli, Amadio e Mancini, ma il borsino dei partenti potrebbe cambiare nuovamente fino al 25 agosto, giorno di chiusura dei trasferimenti estivi in serie C. Il ds Sandro Federico, in entrata, ha due obiettivi prioritari: un terzino (con il nome del torinista Fiordaliso sempre in cima alla lista) e un centrale di difesa.
Tra i volti nuovi già a disposizione di Zichella c'è il portiere Lys Gomis. Il 28enne ex Torino, nato a Cuneo da genitori senegalesi, è chiamato a dare esperienza e certezze in un ruolo che nelle ultime due stagioni non ha avuto pace. Gomis ha due fratelli minori che fanno i portieri come lui: Alfred, 24 anni, che difende i pali della Spal in serie A e che è stato convocato dal Senegal per i Mondiali di Russia; Maurice, 20 anni, che nei giorni scorsi la Spal ha prestato al Siracusa (serie C). Una vera e propria dinastia di portieri, dunque. Il nuovo numero 1 del Teramo, con la sua simpatia, racconta come si sta preparando in vista della stagione ormai alle porte.
Gomis, è pronto per questa nuova avventura? «Prontissimo. Non vedo l'ora che inizino le gare ufficiali. Sono molto felice della scelta di approdare in questa piazza. Nel gruppo ho ritrovato Di Renzo, che ho conosciuto ai tempi delle giovanili granata. Metterò la mia esperienza al servizio dei compagni più giovani di me. Voglio essere un leader e una guida per loro».
Che cosa l'ha spinta ad accettare il Teramo? «Ho ricevuto altre offerte, ma poi ho optato per la maglia biancorossa perché ho già lavorato con Zichella e spero di ripagare la sua fiducia. E' stato il mister a portarmi al Torino, qualche anno fa, e grazie a lui sono arrivato in serie A. Devo tanto a Zichella, perciò non potevo rifiutare l'offerta di lavorare insieme a Teramo».
Quali sono i suoi punti di forza tra i pali? «L'esplosività, la reattività e la personalità. Sono molto sicuro dei miei mezzi e mi piace essere protagonista durante una partita. Non mi tiro mai indietro».
Chi è il più bravo, come portiere, tra i fratelli Gomis? «Non saprei (ride, ndc). La serie A ha dato molta visibilità ad Alfred. Poi c'è Maurice, che ha delle qualità importanti e l'anno scorso è stato giudicato miglior portiere della serie D (con la Nocerina, ndc). Abbiamo un bel rapporto tra di noi, ci aiutiamo e ci confrontiamo sempre. Non capita a tutti di fare parte di una famiglia di portieri, ma ne siamo orgogliosi».
Qual è, finora, l'esperienza migliore della sua carriera? «A Torino ho avuto modo di esordire in serie A (nel 2013, ndc) e di giocare in B, categoria dove ho fatto buone cose a Trapani nel 2014-'15. Nell'anno e mezzo trascorso alla Paganese sono cresciuto molto come giocatore e come uomo. La serie C è un campionato difficile e lungo. Adesso spero di aiutare il Teramo a togliersi delle soddisfazioni dopo alcune stagioni un po' complicate».
Gaetano Lombardino
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