Ecco Legrottaglie, lo scrittore con la fede in Dio

Il nuovo allenatore del Pescara Primavera fa parte degli “Atleti di Cristo” ed è pronto al debutto
PESCARA. La presentazione di Nicola Legrottaglie dovrebbe esserci la prossima settimana. Il nuovo allenatore della Primavera biancazzurra arriverà da Cagliari, dove vive da oltre due anni con la moglie Erika e il piccolo Pietro. L’ex difensore della Juventus era sbarcato in Sardegna a febbraio del 2017 entrando nello staff di Massimo Rastelli come vice allenatore, ma quando quest’ultimo è stato esonerato la famiglia Legrottaglie è rimasta nell’isola, dove Nicola ha anche dato vita al progetto Connect Cagliari: un gruppo di persone che si incontra ogni settimana, discute, prega e trascorre insieme la serata.
La vita del 42enne allenatore cambiò radicalmente nel 2006, quando la Juventus lo cedette in prestito al Siena e un suo compagno di squadra, il paraguaiano Tomas Guzman, lo avvicinò al movimento “Atleti di Cristo”, un’associazione no-profit di ispirazione cristiana-evangelica. Prima di riabbracciare la fede, Legrottaglie aveva ceduto alle tentazioni del ricco mondo del pallone perdendosi un po’ per strada. «Le risposte le ho trovate nella Bibbia», ha raccontato tempo fa il tecnico nato a Gioia del Colle, «grazie a un contatto diretto con Dio. Ho capito che dovevo mettere la mia vita nelle sue mani. Una promessa che gli avevo fatto già quando avevo 13 anni, ma poi avevo dimenticato. Gli avevo chiesto di diventare un calciatore famoso, in cambio lo avrei onorato per sempre. Improvvisamente tutto è cambiato: ho trovato pienezza nella vita, la mia carriera ha ripreso vigore. E voglio trasmettere a tutti la parola di Dio». Da allora Legrottaglie, oltre a tornare a giocare su ottimi livelli, ha iniziato un percorso religioso che ha raccontato scrivendo due libri: “Ho fatto una promessa” nel 2009 e “Cento volte tanto. Con la fede vivo meglio”, nel 2010, nei quali ha trattato temi come la castità, l’aborto e il suo rapporto con il mondo del calcio e dello star system. In quel periodo Legrottaglie si è tolto l’etichetta di seduttore insaziabile scegliendo la castità. «Prima andavo con una donna ogni quattro o cinque giorni, ora non mi importa più. Non perché non mi piacciano le donne, ma semplicemente perché aspetto quella giusta per fare una famiglia». Poi l’incontro con Erika che è diventata sua moglie e, nel 2014, la nascita di Pietro.
La famiglia, un’istituzione in crisi evidente negli ultimi anni. A marzo Nicola è stato invitato a Verona dagli organizzatori del Congresso mondiale delle famiglie (World congress of families, Wcf) per portare la sua testimonianza. «La famiglia è composta da papà e mamma, questo lo dice la Bibbia, una cosa che dice Dio e da credente io mi fido di Dio, su questi principi non mi sposto di un centimetro. La famiglia è il fulcro della società: se funziona, allora funziona anche la società», ha detto durante il suo intervento.
Il futuro di Legrottaglie si chiama Pescara e forse è un segno del destino. Il 20 novembre del 2002, allo stadio Adriatico, Nicola coronò il suo sogno di debuttare in Nazionale contro la Turchia. Era l’Italia di Giovanni Trapattoni e l’amichevole finì 1-1 con reti di due ex interisti: l’azzurro Christian Vieri e il turco Emre Belozoglu.
Nella sua lunga carriera, l’ex centrale difensivo cresciuto nel Bari, ha vestito le maglie di Pistoiese, Prato, Reggiana, Modena, Chievo, Juventus, Bologna, Siena, Milan e Catania collezionando ben 261 presenze in serie A (22 gol). Cinque anni fa, la prima esperienza in panchina alla guida degli Allievi del Bari, poi il debutto al timone della prima squadra dell’Akragas in serie C e, infine, il ruolo di vice allenatore al Cagliari. All’orizzonte c’è un’ardua missione per Nicola: condurre il Pescara alla salvezza in Primavera 1.
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