Egonu sarà portabandiera E il Giappone incrocia le dita

La pallavolista azzurra sfilerà con la bandiera a cinque cerchi: «Un vero onore» Salgono i contagi a Tokyo e c’è chi chiede la cancellazione dei Giochi Olimpici
TOKYO . Più veloce, più alto, più forte, e facciamolo insieme. Nelle Olimpiadi che cambiano il loro motto antico per lanciare nuovi messaggi, quello di Paola Egonu è forte e chiaro. La schiacciatrice del volley azzurro sfilerà nella cerimonia d'apertura dei Giochi più controversi della storia, venerdì, come portabandiera olimpica: insieme con altri atleti, porterà dentro lo stadio di Tokyo il vessillo dei cinque cerchi che già di per sè rappresenta il senso dell'unità di tutto il genere umano, nei suoi colori e nei suoi continenti. «Mi ritrovo a rappresentare gli atleti di tutto il mondo ed è una grossa responsabilità: attraverso me esprimerò e sfilerò per ogni atleta di questo pianeta», ha detto Egonu, informata della scelta Coni dal suo presidente, Giovanni Malagò, appena atterrato a Tokyo.
L’attesa. A meno di tre giorni dalla cerimonia inaugurale, l'imperatore Naruhito scende in campo: venerdì sarà anche lui in tribuna, per sostenere il paese, lanciato verso la grande sfida delle Olimpiadi al tempo del Covid. Ora dopo ora, si infiamma lo scontro fra chi vuole andare avanti e chi vorrebbe fermarsi in tempo.
A Tokyo è arrivato anche Tedros Adhanom Ghebreyesus, il numero 1 dell'Oms, per una missione di verifica della situazione. Ed ha lanciato un messaggio di speranza: «Che queste Olimpiadi possano essere fonte di speranza e unità per raggiungere l'equità vaccinale e mettere fine alla pandemia». Chi vuole fermare i Giochi, invece, ha lanciato una petizione: 14 fra accademici scrittori e giornalisti l'hanno consegnata con 140mila firme circa al Governo metropolitano della città, con l'appello per cancellare le Olimpiadi. «È assurdo andare avanti con i Giochi in queste circostanze, di fronte alla diffusione del Coronavirus e ad altri problemi», scrivono i firmatari. La situazione sanitaria si aggrava e ogni aereo che atterra a Tokyo viene visto come una nuova minaccia.
I contagi. Sono 67 fino a ieri i contagi da Covid-19 fra gli accreditati e la domanda che si fanno in molti è: cosa succederà con un cluster nel villaggio olimpico? Il capo del comitato organizzatore, Toshiro Muto, che fino ad oggi aveva escluso un possibile annullamento dell'ultimo minuto, ha detto: «Non possiamo prevedere come evolverà il numero dei contagi. Se ci sarà un picco di casi, continueremo a confrontarci». Per Muto, «a questo punto, i casi possono aumentare o diminuire, noi rifletteremo sul da farsi quando la situazione si presenterà». «Fateci gareggiare» è invece il coro che si leva da gran parte degli atleti. «I rischi ci sono - ha detto l'ex oro olimpico inglese Greg Rutherford - ma non farci gareggiare non sarebbe giusto». All'estremo opposto, lo stato d'animo di quelli che sono stati contagiati. Di ieri, l'ultimo caso, quello della cilena del taekwondo, Fernanda Aguirre, risultata positiva al test all'arrivo in aeroporto. Sempre ieri è toccato lasciare la sua delegazione anche all'allenatore della squadra ceca di beach volley, Simon Nausch, dopo che alla vigilia era emersa la positività di un suo giocatore.
Angelo Caradonna

