ELFI, FATE E MIRACOLI
Ha detto Ronaldo, dopo averci pareggiato, che l’Islanda in questi Europei non farà strada. «Parla del Portogallo e pensa a non mangiarti i gol», gli ha risposto il ct islandese, l’unico dell’undici...
Ha detto Ronaldo, dopo averci pareggiato, che l’Islanda in questi Europei non farà strada. «Parla del Portogallo e pensa a non mangiarti i gol», gli ha risposto il ct islandese, l’unico dell’undici schierato martedì senza un cognome in -sson: Lagerbäck, infatti, è svedese, e dopo avere allenato i connazionali ci ha provato con la Nigeria, uscendo agli ottavi dei Mondiali 2014 contro la Francia. Ora in Francia è riuscito a portare l’Islanda, mai qualificata alla fase finale di un torneo internazionale. D’altra parte, con una popolazione pari a quella di un quartiere di Roma, formare una squadra di livello non è semplice. Ma la passione per il calcio fa miracoli: strutture indoor per non stare fermi da ottobre a maggio, una politica calcistica in funzione della Nazionale, 30 mila in Francia a fare il tifo. E l’Europa, all’improvviso, si accorge della terra del ghiaccio, senza bisogno di una canzone di Bjork, un vulcano che erutti ceneri bloccando gli aerei o una bufala in rete sul mancato pagamento del debito per disobbedire alle crudeltà della troika. Oggi e mercoledì c’è l’impero austroungarico da sfidare: una favola tutta da scrivere, nella patria degli elfi e delle fate.

