Embargo Usa e i calciatori dell’Iran restano senza scarpe

MOSCA. «Dovrebbero scusarsi perché questa condotta arrogante contro 23 ragazzi è ridicola e inutile»: il ct dell'Iran, Carlos Queiroz è furioso con la Nike, che per l'embargo imposto dal presidente...
MOSCA. «Dovrebbero scusarsi perché questa condotta arrogante contro 23 ragazzi è ridicola e inutile»: il ct dell'Iran, Carlos Queiroz è furioso con la Nike, che per l'embargo imposto dal presidente Trump all'Iran ha fatto sapere che non potrà fornire gli scarpini alla nazionale iraniana. Il tutto a 48 ore dall'esordio nel mondiale russo. La decisione della Nike ha fatto infuriare il ct dell'Iran il quale l'ha definita «ingiusta e dannosa». Queiroz ha fatto anche appello alla Fifa perché intervenga per risolvere la situazione. Da Portland, sede della casa madre, è stato diffuso un comunicato in cui si spiega che «le sanzioni decise dal governo Usa comportano che la Nike, in quanto azienda statunitense, non possa fornire in questo momento le scarpe ai giocatori della nazionale iraniana». Secondo Queroz la decisione potrebbe influire sulla prestazione della sua squadra (l'esordio dell'Iran è fissato per domani, ore 17, contro il Marocco). «I giocatori si abituano al loro equipaggiamento sportivo», le parole del ct, «e non è giusto cambiarlo una settimana prima di gare così importanti».
«Siamo solo manager e calciatori, e non dovremmo essere coinvolti in queste questioni», ha aggiunto il ct dell'Iran. «Stiamo chiedendo alla Fifa di aiutarci». Intanto, alcuni calciatori dell'Iran sono stati costretti a comprarsi le scarpe da gioco in un negozio di articoli sportivi che si trova nella zona in cui sono in ritiro.
Nessun problema, invece, per le divise da gioco e allenamento, fornite dalla tedesca Adidas.

