Entra Morata e segna: la Juve vola senza faticare

15 Marzo 2015

La capolista allunga a più 14 sulla Roma (in campo domani con la Sampdoria) Allegri: «Per passare il turno in Champions dovremo fare di meglio»

PALERMO. Nemmeno il fortino rosanero, alias stadio Renzo Barbera, stracolmo per l'occasione, riesce a fermare la corazzata bianconera di Allegri. La Juve, senza sprecare troppe energie in vista del match di mercoledì a Dortmund, porta a casa una vittoria con il minimo sforzo. L'1-0 finale è firmato (con una magia di sinistro) da Morata, a cui basta mezz'ora per riconfermare, se qualcuno ne avesse dubitato, le gerarchie nell'attacco bianconero. Per il Palermo arriva la seconda sconfitta stagionale in casa dopo il poker subito dalla Lazio a fine settembre. Fin dall'inizio, la gara stenta a decollare, un po’ per il timore del Palermo al cospetto della Vecchia Signora e un po’ per la mancanza di affiatamento a centrocampo degli juventini. Allegri infatti non rinuncia a Tevez e gli mette al fianco Llorente e in difesa si rivede l'ex rosanero Barzagli. Ma la linea mediana del 3-5-2 è inedita con Sturaro, Pereyra e De Ceglie. A riposo Vidal, Evra e Morata. Schema speculare per Iachini che rinuncia alla difesa a quattro.

Il primo brivido per i trentamila del Barbera (c'è quasi il tutto esaurito, con il settore ospiti strapieno) arriva al 17' con un tiro dalla trequarti di Tevez che Sorrentino non blocca, libera però la difesa rosanero. I bianconeri tentano di sorprendere l'attenta retroguardia rosanero con rapide verticalizzazioni che partono quasi sempre dai piedi di Tevez. Llorente galleggia sulla linea del fuorigioco per approfittare di ogni incertezza, ma nel primo tempo sono poche le emozioni. La migliore occasione capita tra i piedi di Rigoni su un'azione tutta rasoterra del Palermo: Vazquez serve il centrocampista che però cade all'altezza del dischetto del rigore e chiede vanamente un improbabile penalty.

Allegri vuole vincere e nel secondo tempo inserisce prima Vidal per Sturaro e poi Morata per uno spento Llorente. Lo spagnolo più giovane fa quello che serve: segnare. Al 25' riceve palla sul filo del fuorigioco, controllo, dribbling e tiro di sinistro a girare. Inutile il tuffo di Sorrentino e la Juve può festeggiare sotto lo spicchio del Barbera bianconero. Per la Juve è l'ennesimo passo avanti, forse quello decisivo, verso il quarto scudetto consecutivo. La capolista a più 14 sulla Roma in campo domani sera all’Olimpico contro la Sampdoria.

A fine partita Allegri ha elogiato Morata. «Ha un gran talento, però doveva attaccare il centrale anche prima», ha detto l’allenatore della Juve. «A Dortmund dovremo essere più bravi dal punto di vista tecnico. Sarà difficile ma abbiamo buone possibilità per passare. Sappiamo le qualità del Borussia. Noi dovremo segnare e forse un gol non basterà ma due: per giocare così dovremo avere molto equilibrio e restare nella partita per tutta la sua durata. Ci vuole un pizzico di fortuna ma la squadra sta bene e c’è l’entusiasmo del primato».